Leucemia, al Policlinico di Bari primo trapianto "allogenico" di midollo osseo su paziente pediatrico

Donatore è stato il fratello minore, di 13 anni. Nell'intervento sono stati coinvolti anche specialisti dell'ospedale di Brindisi

martedì 6 ottobre 2020 10.13
Sedici anni compiuti nel reparto di ematologia del Policlinico di Bari per una leucemia linfoblastica acuta in recidiva. Dopo le terapie iniziali gli ematologi hanno scelto l'unica strada possibile: il trapianto allogenico di midollo osseo. Donatore il fratellino tredicenne.

«Abbiamo effettuato al Policlinico il primo trapianto con un paziente e un donatore entrambi in età pediatrica», annunciano il prof. Pellegrino Musto, direttore dell'unità operativa di ematologia e trapianto dove si è svolto il trattamento, il dottor Nicola Santoro, direttore dell'oncoematologia pediatrica del Policlinico e la dottoressa Paola Carluccio, responsabile del programma trapianti.


«La procedura è stata ben tollerata, il paziente è stato dimesso e nei prossimi mesi, si potranno valutare gli effetti del trattamento sulla malattia», evidenziano i medici.

Con questo trattamento il Policlinico di Bari diventa dunque uno dei pochissimi centri dell'Italia meridionale ad effettuare trapianti per tumori in età infantile e adolescenziale, costituendo un polo di riferimento regionale ed extra-regionale per questi pazienti.

Presso l'unità trapianti dell'ematologia del Policlinico vengono effettuati ogni anno circa 50 trapianti da donatore (allogenici) o utilizzando cellule dello stesso paziente (autologhi) e adesso si è aperta una nuova possibilità per i pazienti in età pediatrica.

Il trapianto è stato la finalizzazione di un lavoro di squadra che ha coinvolto, in particolare, tutto lo staff medico e infermieristico del centro trapianti dell'ematologia e dell'oncoematologia pediatrica, gli anestesisti che hanno partecipato all'espianto del midollo osseo del donatore, i radioterapisti e gli ematologi dell'Ospedale di Brindisi, dove è stata eseguita la radioterapia "total-body", il centro trasfusionale e il laboratorio di tipizzazione tissutale del Policlinico, e infine l'Associazione italiana contro le leucemie e i linfomi di Bari, che ha supportato la famiglia del paziente.