Indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis: per la Procura di Bari ipotesi bancarotta fraudolenta

Perquisite le sedi a Napoli e nel capoluogo pugliese. Riflettori innanzitutto sulla cessione di Caprile ed altre plusvalenze e sui bilanci del club biancorosso

martedì 7 luglio 2026 12.38
A cura di La redazione
La Procura della Repubblica di Bari ha avviato nelle scorse settimane una indagine a carico di Aurelio e Luigi De Laurentiis, per una ipotesi di false comunicazioni sociali, bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria per distrazione e da reato societario. Nelle scorse ore sono state avviate accurate perquisizioni dell'autorità giudiziaria a Napoli, Roma e Bari alla ricerca di materiale utile alla Procura.

Sotto i riflettori degli uffici della Procura barese una presunta condotta omissiva da parte del patron del Napoli e dell'amministratore unico del Bari nella cessione infragruppo del portiere Elia Caprile, oggi tesserato con il Cagliari. Caprile era finito al Napoli dopo una esaltante stagione al Bari in serie B, culminata con la mancata promozione in serie A nella sfortunata finale playoff persa proprio con i sardi.
Secondo gli inquirenti vi sarebbe stata una "condotta omissiva" da parte della Filmauro per la "mancata rappresentazione compiuta, nel medesimo bilancio, del trasferimento di un potenziale valore economico del calciatore Elia Caprile, operazione posta in essere in un contesto di perdite strutturali e di dipendenza dalla capogruppo Filmauro srl".

Caprile - va ricordato - era finito al Napoli per 2 milioni e 200mila euro e poi era stato rivenduto, dopo l'esperienza ad Empoli, al Cagliari per 8 milioni di euro e la società partenopea aveva realizzato così una plusvalenza oltre 6 milioni. Secondo la Procura, quella plusvalenza sarebbe arrivata anche con la valorizzazione del calciatore nella SSC Bari ed il PM, Roberto Rossi, lo scrive nero su bianco.

Quanto all'ipotesi di bancarotta fraudolenta, ipotesi tutta da provare della Procura barese, Aurelio e Luigi De Laurentiis avrebbero agito in concorso avrebbero distratto negli anni dal patrimonio della SSC Bari "un asset di significativo valore economico" costituito dalle prestazioni sportive dello stesso Caprile, uno dei profili giovani più interessanti nel ruolo dell'intero panorama nazionale.
In soldoni: il plusvalore che avrebbe dovuto realizzare il Bari, lo ha realizzato il Napoli, con conseguente depauperamento del patrimonio della società biancorossa o almeno questa è la tesi dell'accusa tutta da verificare.

In questo quadro generale sarebbero stati ascoltati - secondo quanto comunicato dalla Procura stessa - anche tre direttori sportivi ed un procuratore calcistico. Il Bari, dal 2019 al 2025, avrebbe sistematicamente portato in rosso i propri bilanci sino a perdite per 30 milioni di euro.

La Procura, nella giornata di martedì 7 luglio, avrebbe quindi chiesto la procedura di liquidazione giudiziale della SSC Bari, una procedura prevista dal Codice delle Imprese a tutela dei creditori di società insolventi. Tutti dati da verificare, dopo il clamore nazionale della perquisizione ed il tam tam mediatico di queste ore. Resta l'interrogativo di fondo: ma chi doveva vigilare, perché, dati della Camera di Commercio alla mano, non lo ha fatto in questi anni?