Duplice omicidio Luisi al quartiere Libertà, in Appello assolti in due

Scagionati Vito Valentino e Maurizio Sardella. L'agguato nell'ambito della guerra per la droga tra gli Strisciuglio e i Diomede

venerdì 22 maggio 2026 10.10
A cura di Nicola Miccione
Tre condanne e due assoluzioni: la Corte di Assise di Appello di Bari ha assolto «per non aver commesso il fatto» due imputati e confermato le condanne di altri tre nel processo d'appello bis a carico di cinque affiliati al clan Strisciuglio di Bari, imputati per il duplice omicidio mafioso di Luigi e Antonio Luisi, padre e figlio.

Il 30 aprile 2015 fu ucciso in un agguato Antonio e ferito il padre, Luigi, vero obiettivo dei killer: il figlio fu ucciso per errore perché si frappose tra i sicari e il padre per salvarlo. Il 31 ottobre 2016 il clan colpì Luigi Luisi, morto in ospedale. I giudici (presidente Ornella Gozzo) hanno assolto Vito Valentino, uno dei mandanti del primo agguato, e Maurizio Sardella, il basista del secondo, assistiti dagli avvocati Nicola Quaranta (partner studio Tmdplex), Bruno Vigilanti e Dario Vannetiello.

La Corte ha invece «confermato nel resto l'impugnata sentenza» e le condanne a 20 anni per Alessandro Ruta, Christian Cucumazzo e Antonio Monno, mandante e esecutori materiali del primo omicidio. Il clan Strisciuglio, con l'obiettivo di acquisire il monopolio nella gestione del traffico di droga avrebbe messo in atto una «imposizione mafiosa» sul clan Diomede, il cui referente era appunto Luigi Luisi e che, proprio per queste ragioni, «doveva essere necessariamente eliminato».

Per i due agguati sono già definitive le condanne a carico di Domenico Remini, pianificatore di entrambi i delitti (20 anni di reclusione); Donato Sardella, figlio di Maurizio, e Gaetano Remini, fratello di Domenico, che confessarono tutti i delitti (poi condannati rispettivamente a 18 e 16 anni). Le motivazioni entro 90 giorni.