Atto intimidatorio nei confronti dei Testimoni di Geova: individuato un uomo barese

Il sospettato è accusato di fabbricazione o detenzione di materie esplodenti

mercoledì 11 marzo 2026 14.32
Nella prima mattinata, la Polizia di Stato, sugli sviluppi dell'attività d'indagine svolta a seguito dell'atto intimidatorio diretto nei confronti della congregazione religioso cristiana dei testimoni di Geova, dello scorso 1° marzo, ha individuato un soggetto di 39 anni, barese.

Il sospettato è accusato di fabbricazione o detenzione di materie esplodenti, fabbricazione e porto di ordigno incendiario, nonché turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa.

Nel pomeriggio del 1° marzo, presso la Sala del regno dei Testimoni di Geova, al quartiere Carrassi, ove era in corso di svolgimento una funzione religiosa alla quale partecipavano oltre 70 fedeli, tra cui diversi bambini, un uomo - descritto dai presenti dalla apparente età di 40 anni, con occhiali da vista, italiano - ha chiesto di poter assistere alla cerimonia.

Accolta la richiesta, l'uomo si è accomodato nella zona posteriore della sala, poggiando una busta di colore celeste, di cui era munito, sul pavimento. Il forte odore di benzina proveniente dalla busta ha provocato immediatamente allarme tra i presenti che hanno così chiamato il numero di emergenza 112 Nue, chiedendo l'intervento delle forze dell'ordine.

L'uomo vistosi scoperto ha quindi abbandonato la busta e si è velocemente allontanato. Sopraggiunti gli equipaggi della Digos, delle Volanti e gli artificieri della Questura hanno constatato che all'interno della busta vi era un manufatto costituente un ordigno incendiario rudimentale, immediatamente reso inoffensivo dagli artificieri.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Digos, anche mediante l'esame delle immagini registrate da alcuni impianti di videosorveglianza di esercizi commerciali della zona, l'uomo ha raggiunto il menzionato luogo di culto a bordo di una bicicletta a noleggio di una nota società di BIKE SHARING, portando con sé una busta di colore celeste con all'interno una tanica di plastica che poco prima aveva riempito di benzina presso una stazione di servizio ubicata nella stessa zona. Alla tanica era collegato un dispositivo rudimentale di accensione che fungeva da innesco.

Accogliendo la ricostruzione investigativa, la locale Procura della Repubblica ha chiesto ed ottenuto, dal Giudice per le indagini preliminari, l'odierna misura che dispone l'applicazione della misura cautelare dell'arresto in carcere nei confronti del sospettato.
È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l'eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Quanto sopra, ai fini dell'esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti dell'indagato che, in considerazione dell'attuale fase delle indagini preliminari, è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo e imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell'assenza di ogni forma di responsabilità in capo allo stesso.