Altamura, maxi evasione fiscale nel commercio di carburanti. Sequestro di beni da 800mila euro

Scoperto un giro di fatture emesse per operazioni inesistenti, così da rivendere il prodotto a prezzi competitivi

lunedì 25 luglio 2022 11.38
I finanzieri della compagnia di Altamura - coordinati dal I gruppo Bari - hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo – emesso dal competente Gip presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica - di disponibilità finanziarie, quote societarie e beni immobili ubicati in Altamura (BA), del valore complessivo di oltre 800mila euro.

Nel provvedimento è stata riconosciuta l'esistenza di un concreto quadro indiziario (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa) a carico dell'amministratore di una s.r.l. avente sede ad Altamura ed esercente l'attività di "commercio di carburante", in relazione all'ipotesi di reato di "dichiarazione fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti".

L'esecuzione del provvedimento rappresenta l'epilogo di una attività investigativa svolta dai Finanzieri altamurani su delega della Procura di Bari, nel settore delle "false fatture", che ha visto coinvolte diverse società ubicate in Puglia e in altre regioni.

In particolare, secondo l'ipotesi accusatoria (da verificare in contraddittorio con la difesa), la società altamurana avrebbe acquistato a prezzi estremamente favorevoli (al di sotto di quelli di mercato) ingenti quantità di carburante, il quale veniva prima estratto da un deposito fiscale da parte di una società "esistente solo sulla carta" (priva di complesso aziendale, nonché di dipendenti e intestata a un prestanome) ed "inadempiente nei confronti del Fisco". Successivamente il prodotto petrolifero veniva fatturato da quest'ultima società ad altre imprese, che a loro volta emettevano fatture di vendita dello stesso alla società altamurana, che fin dal principio risultava essere l'unica destinataria reale della merce. Grazie a questo meccanismo fraudolento e al conseguente mancato versamento dell'Iva a monte, l'impresa di Altamura avrebbe poi praticato ai suoi clienti prezzi di vendita del carburante altamente competitivi.

In esecuzione del provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria barese sono stati pertanto sottoposti a sequestro preventivo, in vista della successiva confisca, disponibilità finanziarie, quote societarie e beni immobili aventi valore pari al suddetto profitto illecito.