Verso Catania-Bari, Vivarini: «Sfida ricca d'insidie. Dobbiamo essere più aggressivi»

Il tecnico parla all'antivigilia della sfida con gli etnei: «Formazione? Abbiamo avuto qualche problema, devo valutare»

venerdì 25 ottobre 2019 14.52
A cura di Riccardo Resta
«In questo periodo stiamo incontrando le squadre più importanti, tra cui anche il Catania. Una partita come tutte le altre da affrontare nel modo giusto, di fronte avremo una squadra che ha da poco cambiato allenatore e di conseguenza è un'incognita per me capire cosa andremo a trovare. Il Catania è formato da grandi individualità, contro il Bari andranno oltre l'ostacolo. Sarà una partita intensa, complicata ma molto stimolante». Presenta così mister Vincenzo Vivarini l'impegno del suo Bari in casa del Catania: biancorossi attesi dagli etnei alle 15 di domenica 27 ottobre per una sfida importante per entrambe. Il Bari ci arriva dopo la vittoria contro il Catanzaro al San Nicola e il precedente pareggio in casa dell'Avellino, risultato da rivalutare alla luce di quanto accaduto nel turno infrasettimanale: «Il punto di Avellino ci è stato molto utile per capire gli errori di squadra. Poi loro hanno vinto a Terni quindi è stato un punto guadagnato», l'analisi di Vivarini.

In terra etnea il terzo impegno di un ciclo che ha visto il Bari e le altre di serie C scendere in campo tre volte nello spazio di sette giorni. Da verificare le condizioni di alcuni singoli prima della partenza per la Sicilia e la rifinitura: «Ieri tutti avevano dei problemi, oggi valuteremo - spiega il tecnico. Non conosco ancora bene le condizioni: Awua, Scavone, Bianco e Di Cesare hanno avuto qualche problema. Guardo a tutto ciò che ho a disposizione: c'è Schiavone che ieri si è allenato bene, anche mercoledì è entrato in maniera positiva e ha approfittato del calo del Catanzaro, svolgendo un lavoro fondamentale per riprendere in mano la partita. Sappiamo che è un giocatore di qualità. In difesa le soluzioni sono di meno ma si può valutare lo spostamento di Berra al centro con Kupisz sulla fascia. Quando si subentra bisogna avere chiare; per ottenere equilibri nel breve bisogna dare continuità a chi fa bene per rodare l'intesa. Questo non vuol dire tralasciare gli altri componenti della rosa, anche perché ho cinque cambi. Floriano è penalizzato dal modulo e dall'andamento delle partite, perché quando sei in vantaggio fai altre valutazioni. Ma quando ti viene meno Hamlili gli altri si devono far trovare pronti».

Da quando è subentrato, in sei giornate Vivarini ha rimesso a posto la classifica del Bari. Ora serve fare un salto di qualità tecnico e di personalità: «L'obiettivo è essere più aggressivi, ma dobbiamo ancora migliorare tanti particolari - prosegue Vivarini. Contro il Catanzaro siamo stati carenti nella riproposta veloce e nel perdere pochi palloni, abbiamo aggredito poco a centrocampo. Per diventare una squadra importante ci vuole tempo. A sinistra riusciamo a bucare abbastanza bene, sulla destra abbiamo fatto il goal di Antenucci con cross di Berra. Ci vuole più continuità e forza nel tenere in mano la partita. La squadra nelle sue corde ha la possibilità di lavorare in ampiezza».

La domanda definitiva è, dunque, sempre la stessa: bel gioco o risultati? Vivarini lascia pochi dubbi alle interpretazioni: «La mia convinzione è che se giochi bene alla fine vinci, le due cose sono collegate. Non è mai facile, ci vuole lavoro sui particolari. I risultati erano troppo importanti in questo momento per non compromettere il campionato; dobbiamo mantenere questa classifica fino a gennaio e contemporaneamente lavorare sul bel gioco. Il primo concetto che ho portato nello spogliatoio è la collettività del gioco del calcio; quando si prende goal è merito di tutti. La difesa sta beneficiando del lavoro degli attaccanti fatto in modo giusto. Equilibrio e solidità sono gli ingredienti più importanti per arrivare a fine bene a fine campionato».