Mercato Bari, tra qualche certezza e tante incognite
Sarà il campo a decidere sull'operato di Di Cesare
martedì 3 febbraio 2026
13.19
Si è conclusa nella serata di lunedì 2 febbraio la sessione di calciomercato invernale e per il Bari ci sono ombre e poche luci.
Il direttore sportivo, Valerio Di Cesare, ha operato rapidamente in un contesto non certamente semplice, dopo l'allontanamento di Giuseppe Magalini, ma non tutte le pedine arrivate alla corte di mister Moreno Longo appaiono pronte per un lancio sin da subito nell'undici titolare.
Facendo un riepilogo per i più disattenti, sono usciti Vicari trasferitosi alla Reggiana, Meroni approdato al Mantova, Pereiro svincolatosi, Antonucci ingaggiato dalla Salernitana, Kassama finito alla Juve Stabia via Trento, Mavraj acquistato dal Lechia Gdansk in Polonia, Cerri rientrato alla Juve Next Gen, Colangiuli in prestito al Lumezzane e soprattutto Castrovilli acquistato dal Cesena.
A Bari sono arrivati Cistana dallo Spezia, Stabile e De Pieri dall'Inter via Castellammare di Stabia, Esteves dal Pisa, Çuni dal Rubin Kazan, Cavuoti dal Cagliari, Piscopo dalla Juve Stabia, Odenthal dal Sassuolo, Artioli e Mantovani dal Mantova e Traorè, scommessa francese, il cui cartellino è di proprietà degli inglesi del Southampton.
Un'altra rivoluzione che, se fatta in gennaio, attesta il fallimento delle scelte estive fatte insieme a Magalini e pone una esponsabilità ulteriore sull'ex capitano e giovane ds. Di voti non ne daremo, troppo recenti le scottature di agosto, quando ci affrettammo a scrivere che quella allestita avrebbe forse avuto i crismi di una squadra decente. Non è stato così, la società ha perso forse due mesi prima di richiamare Longo, ma c'è ancora margine per una rimonta e per uscire dalle paludi della bassa classifica.
Se però la difesa si è rinforzata visibilmente, almeno sulla carta, con l'olandese Odenthal (due promozioni con Sassuolo e Como negli ultimi due anni), Cistana e Mantovani (bisogna capire se quest'ultimo ha ritmo partita dopo essere stato fermo per mesi), il centrocampo appare ancora come un reparto sguarnito. Artioli ed un Esteves, che nasce esterno e giocherà interno, non sappiamo quanto possano garantire quel ricambio necessario a Braunoder e Verreth, ferme restando le capacità tecniche del portoghese. I tifosi, e per la verità anche la stampa, si aspettavano in realtà anche un colpo in attacco, ma uno vero, uno di quelli che serve ad alzare il livello di un reparto asfittico, il peggiore della categoria nonostante i 6 gol di Moncini.
Çuni non è un bomber, può essere una seconda punta, ma la porta sinora l'ha vista poco in carriera, mentre Rao, De Pieri, Cavuoti e Piscopo sono trequarti, funzionali al 3421 che ha in mente Longo, meno a far salire il livello di pericolosità del reparto offensivo. Sempre sulla carta, s'intende. Il campo dirà chi avrà avuto ragione e quindi voti non ne diamo a questo mercato. Aspettiamo che il mese di febbraio dia i suoi responsi. E sì, perché contrariamente alla vulgata da bar che talvolta assale anche commentatori più o meno illustri, i campionati si decidono tra febbraio e marzo e per il Bari, in questo mese, ci sono 5 gare decisive in 20 giorni esatti, da Mantova a Genova contro la Samp ci si gioca la permanenza in B. Il tempo del "miglioreremo", "lavoreremo" è finito da un pezzo.
Il direttore sportivo, Valerio Di Cesare, ha operato rapidamente in un contesto non certamente semplice, dopo l'allontanamento di Giuseppe Magalini, ma non tutte le pedine arrivate alla corte di mister Moreno Longo appaiono pronte per un lancio sin da subito nell'undici titolare.
Facendo un riepilogo per i più disattenti, sono usciti Vicari trasferitosi alla Reggiana, Meroni approdato al Mantova, Pereiro svincolatosi, Antonucci ingaggiato dalla Salernitana, Kassama finito alla Juve Stabia via Trento, Mavraj acquistato dal Lechia Gdansk in Polonia, Cerri rientrato alla Juve Next Gen, Colangiuli in prestito al Lumezzane e soprattutto Castrovilli acquistato dal Cesena.
A Bari sono arrivati Cistana dallo Spezia, Stabile e De Pieri dall'Inter via Castellammare di Stabia, Esteves dal Pisa, Çuni dal Rubin Kazan, Cavuoti dal Cagliari, Piscopo dalla Juve Stabia, Odenthal dal Sassuolo, Artioli e Mantovani dal Mantova e Traorè, scommessa francese, il cui cartellino è di proprietà degli inglesi del Southampton.
Un'altra rivoluzione che, se fatta in gennaio, attesta il fallimento delle scelte estive fatte insieme a Magalini e pone una esponsabilità ulteriore sull'ex capitano e giovane ds. Di voti non ne daremo, troppo recenti le scottature di agosto, quando ci affrettammo a scrivere che quella allestita avrebbe forse avuto i crismi di una squadra decente. Non è stato così, la società ha perso forse due mesi prima di richiamare Longo, ma c'è ancora margine per una rimonta e per uscire dalle paludi della bassa classifica.
Se però la difesa si è rinforzata visibilmente, almeno sulla carta, con l'olandese Odenthal (due promozioni con Sassuolo e Como negli ultimi due anni), Cistana e Mantovani (bisogna capire se quest'ultimo ha ritmo partita dopo essere stato fermo per mesi), il centrocampo appare ancora come un reparto sguarnito. Artioli ed un Esteves, che nasce esterno e giocherà interno, non sappiamo quanto possano garantire quel ricambio necessario a Braunoder e Verreth, ferme restando le capacità tecniche del portoghese. I tifosi, e per la verità anche la stampa, si aspettavano in realtà anche un colpo in attacco, ma uno vero, uno di quelli che serve ad alzare il livello di un reparto asfittico, il peggiore della categoria nonostante i 6 gol di Moncini.
Çuni non è un bomber, può essere una seconda punta, ma la porta sinora l'ha vista poco in carriera, mentre Rao, De Pieri, Cavuoti e Piscopo sono trequarti, funzionali al 3421 che ha in mente Longo, meno a far salire il livello di pericolosità del reparto offensivo. Sempre sulla carta, s'intende. Il campo dirà chi avrà avuto ragione e quindi voti non ne diamo a questo mercato. Aspettiamo che il mese di febbraio dia i suoi responsi. E sì, perché contrariamente alla vulgata da bar che talvolta assale anche commentatori più o meno illustri, i campionati si decidono tra febbraio e marzo e per il Bari, in questo mese, ci sono 5 gare decisive in 20 giorni esatti, da Mantova a Genova contro la Samp ci si gioca la permanenza in B. Il tempo del "miglioreremo", "lavoreremo" è finito da un pezzo.