Leccese: «Se De Laurentiis padre o la federazione non cambiano regole, dal 2028 non saranno più proprietari del Bari»
Ancora una frecciata del sindaco di Bari all'indirizzo della Filmauro
giovedì 28 maggio 2026
15.23
«L'unica cosa ipotizzabile è che dal 30 giugno del 2028, se il padre De Laurentiis o il presidente della Federazione non cambiano le regole, loro non saranno più i proprietari del Bari».
Lo ha detto ai microfoni dei giornalisti il sindaco Vito Leccese, che continua apertis verbis la sua crociata (forse tardiva) a difesa della città e dei tifosi.
Leccese in precedenza aveva sottolineato come, nella prima risposta di Luigi De Laurentiis sul futuro della SSC Bari, il tono era sembrato rimarcare la distanza tra proprietà del club e tifoseria. Un club distante e che non comprende l'umore e le aspettativa della piazza.
La condizione posta dal primo cittadino per la firma della concessione in uso dello stadio San Nicola, nelle more di una procedura aperta per la sua assegnazione per il prossimo quinquennio, era stata la chiarezza estrema sui piano societari a medio termine e sulla preparazione di una cessione del club.
Resta però un ostacolo grande per Vito Leccese: il sindaco, se entro domani, 29 maggio, non dovesse firmare la concessione in uso del San Nicola per la prossima stagione, di fatto costringerebbe i De Laurentiis ad indicare, in via provvisoria, un altro terreno di gara per i match casalinghi. E fin qui, nulla quaestio. Ma quanto alla procedura per l'assegnazione quinquennale dell'impianto di strada Torrebella, l'amministrazione comunale barese, salvo norme che ignoriamo, avendo ammesso solo la SSC Bari al bando grazie al completo rispetto di tutti i parametri, non potrà far altro che assegnare il San Nicola alla società dei De Laurentiis. Pena, l'andarsi a cacciare in un ginepraio giuridico (in seno alla Corte dei Conti, ma soprattutto al TAR ed eventualmente al Consiglio di Stato) in cui a rimetterci sarebbero solo i cittadini baresi.
Che questo sia chiaro a tutti, anche alla politica che per ritirare su la propria immagine dopo qualche errore di troppo del 2018 e degli anni successivi, oggi fa la dura e pura.
Lo ha detto ai microfoni dei giornalisti il sindaco Vito Leccese, che continua apertis verbis la sua crociata (forse tardiva) a difesa della città e dei tifosi.
Leccese in precedenza aveva sottolineato come, nella prima risposta di Luigi De Laurentiis sul futuro della SSC Bari, il tono era sembrato rimarcare la distanza tra proprietà del club e tifoseria. Un club distante e che non comprende l'umore e le aspettativa della piazza.
La condizione posta dal primo cittadino per la firma della concessione in uso dello stadio San Nicola, nelle more di una procedura aperta per la sua assegnazione per il prossimo quinquennio, era stata la chiarezza estrema sui piano societari a medio termine e sulla preparazione di una cessione del club.
Resta però un ostacolo grande per Vito Leccese: il sindaco, se entro domani, 29 maggio, non dovesse firmare la concessione in uso del San Nicola per la prossima stagione, di fatto costringerebbe i De Laurentiis ad indicare, in via provvisoria, un altro terreno di gara per i match casalinghi. E fin qui, nulla quaestio. Ma quanto alla procedura per l'assegnazione quinquennale dell'impianto di strada Torrebella, l'amministrazione comunale barese, salvo norme che ignoriamo, avendo ammesso solo la SSC Bari al bando grazie al completo rispetto di tutti i parametri, non potrà far altro che assegnare il San Nicola alla società dei De Laurentiis. Pena, l'andarsi a cacciare in un ginepraio giuridico (in seno alla Corte dei Conti, ma soprattutto al TAR ed eventualmente al Consiglio di Stato) in cui a rimetterci sarebbero solo i cittadini baresi.
Che questo sia chiaro a tutti, anche alla politica che per ritirare su la propria immagine dopo qualche errore di troppo del 2018 e degli anni successivi, oggi fa la dura e pura.