Di Cesare: «Ferita che mi porterò dentro come quella dell'11 giugno»

Il commento del direttore sportivo a margine di una pagina nerissima della storia del Bari

venerdì 22 maggio 2026 22.47
A cura di Gianluca Battista
A margine dalla gara pareggiata contro il Sudtirol per 0-0, che significa retrocessione in serie C, ha parlato il direttore sportivo del Bari, Valerio Di Cesare. Queste le sue dichiarazioni:

FERITA DIFFICILE DA RIMARGINARE
«Una ferita che mi porterò per sempre dentro, come quella dell'11 giugno 2023. Me la porterò per sempre dentro, i ragazzi ci hanno provato ma non ce l'abbiamo fatta».

IL DOPO
«Non è il momento di parlare di quel che sarà. Dopo una batosta del genere, inutile parlarne ora. So come ho lavorato da quando mi è stata affidata la squadra. Non mi tolgo da responsabilità per aver condiviso scelte di Magalini. Siamo retrocessi e so che è anche colpa mia. Da gennaio abbiamo fatto un campionato diverso, ma non è bastato».

NESSUN TRADIMENTO
«No, non mi sento tradito da nessuno, sono passato da un playout. Fatti errori pagati a caro prezzo».

NON È RESPONSABILITÀ DI LONGO
«Se fai un campionato per salvarti, non offri qualcosa di bello, di spettacolare. Sono stati fatti degli errori, mi pare sia sotto gli occhi di tutti. E sono stati pagati a caro prezzo. Responsabilità non solo dell'allenatore, che ha avuto una squadra completamente nuova, ma se siamo retrocessi le responsabilità vanno suddivise. Lui ha fatto 23 punti con i ragazzi. Il mister ha fatto scelte in base a ciò che vede in settimana. Se il Sudtirol si è salvato, vuol dire che ha meritato».