ANAC: "Malagò eleggibile". Sul tavolo anche l'abolizione delle norme sulla multiproprietà

Nelle scorse ore è stato depositato il parere richiesto dal Ministro dello Sport, Andrea Abodi

giovedì 18 giugno 2026 16.37
A cura di Gianluca Battista
Nessun impedimento: Giovanni Malagò può concorrere per la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Lo ha confermato l'ANAC (Autorità Nazionale Anti-Corruzione) facendo seguito ad un parere richiesto dal ministro dello Sport, Andrea Abodi, in merito ad una presunta ineleggibilità dell'ex presidente del CONI per pantouflage, vale a dire per un presunto fenomeno in cui un ex dipendente pubblico viene assunto da un'azienda privata, con cui ha avuto rapporti lavorativi nei suoi ultimi anni di servizio.

«La disposizione citata - riporta Ansa.it - rinvia alla previsione contenuta nell'articolo 29-bis della legge n. 262/2005, la quale, letta in combinato disposto con la norma di rinvio, richiede che il rapporto avviato al termine dell'incarico presso l'organo collegiale rientri tra i "rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego - dice l'Anac - Considerato il tenore letterale della disposizione gli incarichi di presidente o di membro di organi collegiali degli enti privati in destinazione non sono riconducibili ad alcuna delle suddette categorie". "Ne consegue che, nel caso di specie, - conclude l'Anticorruzione - difetta uno dei presupposti di applicabilità della disciplina delle incompatibilità successive prevista dall'articolo 3, comma 3-bis, decreto-legge n. 25/2025, con ciò rendendo non necessario l'esame degli ulteriori presupposti richiesti dalla disposizione medesima».

«Ho appreso con soddisfazione il parere dell'Anac - ha dichiarato Malagò all'agenzia di stampa -. Ognuno adesso può giudicare l'accaduto. Ho sempre sostenuto la correttezza della mia posizione nel merito. Per mia conoscenza specifica della questione, mi ero rivolto in modo formale e informale a 11 soggetti diversi, titolati sull'argomento. E tutti mi avevano manifestato la loro certezza che non c'era alcun problema in merito. Ognuno adesso può giudicare l'accaduto».

Uno dei maggiori sponsor dell'ex presidente CONI ed organizzatore delle Olimpiadi Invernali era stato sin dal primo momento Aurelio De Laurentiis, con cui c'è un legame di sincera amicizia. Proprio nei giorni scorsi era stato l'avvocato Mattia Grassani, forse il massimo esperto di diritto sportivo in Italia e vicino alla famiglia De Laurentiis, a ribadire la necessità di una sostanziale abolizione della multiproprietà, auspicando un cambiamento normativo che favorirebbe la possibilità di impresa nel nostro Paese.
E secondo molti addetti ai lavori, l'arrivo alla FIGC di Malagò, potrebbe scavare un solco tra il passato recente e il domani, in cui non vi sia per esempio più il vincolo sino al quarto grado di parentela tra i proprietari di due società professionistiche. O almeno, questo è ciò che si intuisce possano sperare (lo ha detto Grassani) alla Filmauro.

Comprendere il presente a Bari è già complicato, figurarsi avere la sfera di cristallo su quanto accadrà nel Consiglio Federale del 22 giugno in cui sarà nominato il nuovo presidente FIGC (in corsa c'è anche Giancarlo Abete). Resta forte la sensazione tra i tifosi del Bari che si possano giocare sulle loro teste altre partite a ben più alti livelli.