Women and the City: nasce a Bari il primo “Davos delle politiche di genere”.
Sindache e sindaci a confronto tra cui Silvia Salis. Leccese: "Oggi Bari si candida ufficialmente a diventare laboratorio nazionale per le politiche di genere”
sabato 30 maggio 2026
Dopo il successo dell'inaugurazione di ieri, la seconda giornata del Festival Women and the City, che si concluderà domani, sabato 30 maggio, è proseguita nella sede della Città Metropolitana di Bari con l'incontro dal titolo "Davos delle politiche di genere: Bari laboratorio italiano".
"Women and the City" è promosso dalla Città Metropolitana di Bari con l'Ufficio della Consigliera di Parità, in collaborazione con il Comune di Bari e il Municipio 1. L'organizzazione è curata dalla Fondazione Torino Città per le Donne+ (TOxD+).
Sindache e sindaci, istituzioni e reti territoriali attorno allo stesso tavolo hanno discusso di un tema quanto mai attuale per condividere ciò che funziona già nei territori e per costruire politiche di uguaglianza capaci di durare oltre il mandato e diventare un sistema replicabile per tutte le amministrazioni italiane. Non un convegno, ma uno spazio di lavoro politico per trasformare i Comuni in laboratori concreti e replicabili di uguaglianza, con dati e risultati misurabili e rendere le città più eque, sicure e vivibili.
Dopo i saluti istituzionali di Fiorenza Pascazio Sindaca di Bitetto e Presidente Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Puglia e Michele Vinella Sindaco di Putignano e Coordinatore Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Giovani Puglia, all'incontro, moderato da Micaela Palmieri Giornalista Tg1 Rai, sono intervenuti Vito Leccese Sindaco di Bari e della Città Metropolitana di Bari, Antonio Decaro Presidente della Regione Puglia, Sonia Cambursano Sindaca del Comune di Strambino e Consigliera delegata della Città Metropolitana di Torino, Vittoria Ferdinandi Sindaca di Perugia e Delegata Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) alle Pari Opportunità, Silvia Salis Sindaca di Genova, Emily Marion Clancy Vicesindaca di Bologna e Assessora alle Pari Opportunità, lotta alla violenza di genere e contrasto alle discriminazioni e Gaetano Manfredi Sindaco di Napoli e Presidente Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) in collegamento da remoto.
"Le città sono i luoghi della complessità. È qui, nelle strade e nei quartieri, che i grandi temi, uguaglianza, inclusione, diritti, diventano politiche concrete e scelte di bilancio – ha detto Vito Leccese, Sindaco di Bari e della Città Metropolitana -. Per questo i sindaci non possono lavorare da soli. Oggi Bari si candida ufficialmente a diventare laboratorio nazionale per le politiche di genere per vocazione e per responsabilità. Il primo appuntamento, dopo il festival, sarà il 17 luglio quando ospiteremo una giunta condivisa tra la città di Bari e la città di Bologna. Il sindaco Matteo Lepore e la sua giunta verranno a Bari per lavorare insieme a noi su urbanistica di genere, città universitaria, città turistica. Sarà un tavolo di analisi e di costruzione condivisa. Le nostre città sono diverse, per storia, per dimensione, per collocazione geografica, ma i temi che abbiamo sul tavolo sono gli stessi. E la risposta a quei temi sarà più forte se la costruiamo insieme".
"La parità di genere non può essere considerata una politica settoriale o un tema da affrontare soltanto nelle occasioni simboliche. È una scelta di governo, un principio che deve attraversare ogni decisione pubblica, ogni investimento, ogni politica regionale – ha proseguito il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro -. In questi anni, la Regione Puglia ha assunto la parità di genere come un vero mandato politico e amministrativo, costruendo una strategia strutturata e permanente. Stiamo lavorando ad una proposta di legge che valuterà l'impatto di genere e l'impatto generazionale di tutti i provvedimenti della Regione Puglia. Perché, oltre alle quote necessarie da rispettare per quanto riguarda la partecipazione delle donne alla vita politica e amministrativa, a noi interessa anche capire come le norme che facciamo, i bandi, e le misure che promuoviamo possano avere una ricaduta concreta nella vita delle donne. Perché è dalla vita quotidiana che dobbiamo partire se davvero vogliamo garantire gli stessi diritti e le stesse opportunità alle donne. Come forse in pochi sanno, la Regione Puglia si è dotata di un'Agenda di Genere, la prima agenda strategica regionale in Italia, costruita per integrare la prospettiva di genere in tutte le politiche pubbliche: lavoro, welfare, sviluppo economico, istruzione, mobilità, innovazione e qualità della vita. Un modello che ha introdotto anche strumenti concreti di valutazione dell'impatto di genere delle politiche regionali, affinché ogni intervento possa essere misurato anche rispetto alla riduzione delle disuguaglianze. Alle valutazioni, poi, devono seguire le azioni. E su questo, purtroppo, ancora penso l'Italia tutta sia indietro. Siamo indietro nell'uguaglianza salariale, siamo indietro nel congedo parentale, siamo indietro in tutte quelle sovrastrutture culturali che impediscono di fatto alle donne di vedersi riconosciuti pieni diritti e piena uguaglianza di genere ancora in tanti ambiti della vita".
"Per cambiare le politiche di genere, sociali e di welfare, servono tanti anni – ha affermato Silvia Salis, Sindaca di Genova - non basta un solo ciclo amministrativo, serve un accordo tra amministrazioni, partiti e governi per estendere nel tempo le pratiche virtuose e non modificare tutto ogni volta che cambia il governo di una città, di una Regione o di un Paese, altrimenti è impossibile migliorare la situazione delle donne. Riguardo all'occupazione femminile, l'Italia non è un esempio virtuoso in Europa, ce lo dicono i numeri. Alcuni dati sono in crescita, ma poi vanno analizzati e una crescita troppo lenta non è adeguata al resto dei Paesi ai quali guardiamo come simili: è qualcosa che non ci può soddisfare. In Italia c'è un gender gap salariale ancora molto alto e quasi una donna su due non lavora: è un tema sociale, ma principalmente è un tema economico".
"Nell'anno delle celebrazioni sugli 80 anni del voto delle donne, che fu un momento che ci restituì una democrazia più larga e più giusta, parlare ancora dei tanti passi che bisogna fare nel nostro Paese per le pari opportunità è fondamentale – ha dichiarato Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia -. Quando sono nata come sindaca le donne che ricoprivano il mio ruolo erano 145 oggi siamo più di mille. Di passi ne sono stati fatti tanti ma bisogna farne tanti ancora perché, in totale, nelle amministrazioni le sindache sono solo il 15 percento. Ben vengano palcoscenici così importanti che mettono in rete le buone pratiche che accelerano il cambiamento. Un cambiamento che non serve solo alle donne ma anche alla qualità della democrazia dei nostri territori".
"Le politiche di genere non possono essere concentrate solo nei centri più urbanizzati, i Comuni possono mettere insieme le buone pratiche, per esempio le esperienze dei centri antiviolenza, per metterle in rete e renderle più efficaci – ha concluso Sonia Cambursano, Sindaca del Comune di Strambino -. La città più inclusiva è quella che offre servizi e opportunità per le categorie più fragili e, purtroppo, le donne in molti centri lo sono ancora e sono sotto rappresentate".
"Women and the City" è promosso dalla Città Metropolitana di Bari con l'Ufficio della Consigliera di Parità, in collaborazione con il Comune di Bari e il Municipio 1. L'organizzazione è curata dalla Fondazione Torino Città per le Donne+ (TOxD+).
Sindache e sindaci, istituzioni e reti territoriali attorno allo stesso tavolo hanno discusso di un tema quanto mai attuale per condividere ciò che funziona già nei territori e per costruire politiche di uguaglianza capaci di durare oltre il mandato e diventare un sistema replicabile per tutte le amministrazioni italiane. Non un convegno, ma uno spazio di lavoro politico per trasformare i Comuni in laboratori concreti e replicabili di uguaglianza, con dati e risultati misurabili e rendere le città più eque, sicure e vivibili.
Dopo i saluti istituzionali di Fiorenza Pascazio Sindaca di Bitetto e Presidente Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Puglia e Michele Vinella Sindaco di Putignano e Coordinatore Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Giovani Puglia, all'incontro, moderato da Micaela Palmieri Giornalista Tg1 Rai, sono intervenuti Vito Leccese Sindaco di Bari e della Città Metropolitana di Bari, Antonio Decaro Presidente della Regione Puglia, Sonia Cambursano Sindaca del Comune di Strambino e Consigliera delegata della Città Metropolitana di Torino, Vittoria Ferdinandi Sindaca di Perugia e Delegata Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) alle Pari Opportunità, Silvia Salis Sindaca di Genova, Emily Marion Clancy Vicesindaca di Bologna e Assessora alle Pari Opportunità, lotta alla violenza di genere e contrasto alle discriminazioni e Gaetano Manfredi Sindaco di Napoli e Presidente Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) in collegamento da remoto.
"Le città sono i luoghi della complessità. È qui, nelle strade e nei quartieri, che i grandi temi, uguaglianza, inclusione, diritti, diventano politiche concrete e scelte di bilancio – ha detto Vito Leccese, Sindaco di Bari e della Città Metropolitana -. Per questo i sindaci non possono lavorare da soli. Oggi Bari si candida ufficialmente a diventare laboratorio nazionale per le politiche di genere per vocazione e per responsabilità. Il primo appuntamento, dopo il festival, sarà il 17 luglio quando ospiteremo una giunta condivisa tra la città di Bari e la città di Bologna. Il sindaco Matteo Lepore e la sua giunta verranno a Bari per lavorare insieme a noi su urbanistica di genere, città universitaria, città turistica. Sarà un tavolo di analisi e di costruzione condivisa. Le nostre città sono diverse, per storia, per dimensione, per collocazione geografica, ma i temi che abbiamo sul tavolo sono gli stessi. E la risposta a quei temi sarà più forte se la costruiamo insieme".
"La parità di genere non può essere considerata una politica settoriale o un tema da affrontare soltanto nelle occasioni simboliche. È una scelta di governo, un principio che deve attraversare ogni decisione pubblica, ogni investimento, ogni politica regionale – ha proseguito il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro -. In questi anni, la Regione Puglia ha assunto la parità di genere come un vero mandato politico e amministrativo, costruendo una strategia strutturata e permanente. Stiamo lavorando ad una proposta di legge che valuterà l'impatto di genere e l'impatto generazionale di tutti i provvedimenti della Regione Puglia. Perché, oltre alle quote necessarie da rispettare per quanto riguarda la partecipazione delle donne alla vita politica e amministrativa, a noi interessa anche capire come le norme che facciamo, i bandi, e le misure che promuoviamo possano avere una ricaduta concreta nella vita delle donne. Perché è dalla vita quotidiana che dobbiamo partire se davvero vogliamo garantire gli stessi diritti e le stesse opportunità alle donne. Come forse in pochi sanno, la Regione Puglia si è dotata di un'Agenda di Genere, la prima agenda strategica regionale in Italia, costruita per integrare la prospettiva di genere in tutte le politiche pubbliche: lavoro, welfare, sviluppo economico, istruzione, mobilità, innovazione e qualità della vita. Un modello che ha introdotto anche strumenti concreti di valutazione dell'impatto di genere delle politiche regionali, affinché ogni intervento possa essere misurato anche rispetto alla riduzione delle disuguaglianze. Alle valutazioni, poi, devono seguire le azioni. E su questo, purtroppo, ancora penso l'Italia tutta sia indietro. Siamo indietro nell'uguaglianza salariale, siamo indietro nel congedo parentale, siamo indietro in tutte quelle sovrastrutture culturali che impediscono di fatto alle donne di vedersi riconosciuti pieni diritti e piena uguaglianza di genere ancora in tanti ambiti della vita".
"Per cambiare le politiche di genere, sociali e di welfare, servono tanti anni – ha affermato Silvia Salis, Sindaca di Genova - non basta un solo ciclo amministrativo, serve un accordo tra amministrazioni, partiti e governi per estendere nel tempo le pratiche virtuose e non modificare tutto ogni volta che cambia il governo di una città, di una Regione o di un Paese, altrimenti è impossibile migliorare la situazione delle donne. Riguardo all'occupazione femminile, l'Italia non è un esempio virtuoso in Europa, ce lo dicono i numeri. Alcuni dati sono in crescita, ma poi vanno analizzati e una crescita troppo lenta non è adeguata al resto dei Paesi ai quali guardiamo come simili: è qualcosa che non ci può soddisfare. In Italia c'è un gender gap salariale ancora molto alto e quasi una donna su due non lavora: è un tema sociale, ma principalmente è un tema economico".
"Nell'anno delle celebrazioni sugli 80 anni del voto delle donne, che fu un momento che ci restituì una democrazia più larga e più giusta, parlare ancora dei tanti passi che bisogna fare nel nostro Paese per le pari opportunità è fondamentale – ha dichiarato Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia -. Quando sono nata come sindaca le donne che ricoprivano il mio ruolo erano 145 oggi siamo più di mille. Di passi ne sono stati fatti tanti ma bisogna farne tanti ancora perché, in totale, nelle amministrazioni le sindache sono solo il 15 percento. Ben vengano palcoscenici così importanti che mettono in rete le buone pratiche che accelerano il cambiamento. Un cambiamento che non serve solo alle donne ma anche alla qualità della democrazia dei nostri territori".
"Le politiche di genere non possono essere concentrate solo nei centri più urbanizzati, i Comuni possono mettere insieme le buone pratiche, per esempio le esperienze dei centri antiviolenza, per metterle in rete e renderle più efficaci – ha concluso Sonia Cambursano, Sindaca del Comune di Strambino -. La città più inclusiva è quella che offre servizi e opportunità per le categorie più fragili e, purtroppo, le donne in molti centri lo sono ancora e sono sotto rappresentate".