"Vortice-Maestrale" sugli Strisciuglio. Ultimo atto: un prosciolto e un assolto
Si tratta di Daniela Ventisette, per intervenuto bis in idem, e Francesco Gismondo, scagionato «per non aver commesso il fatto»
sabato 17 gennaio 2026
9.48
Indagine "Vortice-Maestrale" contro la federazione mafiosa Strisciuglio, ultimissimo atto. Giovedì, infatti, la Corte d'Appello di Bari (presidente Roberto Oliveri del Castillo), ha emesso una sentenza nei confronti degli ultimi due imputati coinvolti nell'inchiesta sul clan più potente della Camorra barese, quello della «Luna».
I giudici, infatti, «pronunciando sul rinvio della Corte di Cassazione di parziale annullamento della sentenza della Corte d'Appello di Bari», hanno dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Daniela Ventisette per intervenuto bis in idem. Per la donna, difesa dall'avvocato Marcello Belsito, è stata pure revocata la pena accessoria. Per lo stesso reato, la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (articolo 73), nel 2018 aveva già subito un processo, ma fu scagionata.
Nel 2021, sempre con la stessa accusa, in "Vortice Maestrale", le contestarono l'articolo 74, la partecipazione ad un'associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, per le stesse condotte per cui fu assolta nel 2018. La difesa ha sempre sostenuto che, «a prescindere dalla qualificazione giuridica, i fatti fossero gli stessi e quindi sin dal primo grado» ha sostenuto «il non doversi procedere per ne bis in idem in quanto già giudicata e poi assolta».
La Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello con rinvio ad un'altra sezione, la stessa che ha accolto la questione. I giudici, infine, hanno assolto Francesco Gismondo, difeso dall'avvocato Mario Colaleo, «per non aver commesso il fatto», rideterminando la pena inflitta in totali 6 anni e 8 mesi di reclusione.
I giudici, infatti, «pronunciando sul rinvio della Corte di Cassazione di parziale annullamento della sentenza della Corte d'Appello di Bari», hanno dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Daniela Ventisette per intervenuto bis in idem. Per la donna, difesa dall'avvocato Marcello Belsito, è stata pure revocata la pena accessoria. Per lo stesso reato, la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (articolo 73), nel 2018 aveva già subito un processo, ma fu scagionata.
Nel 2021, sempre con la stessa accusa, in "Vortice Maestrale", le contestarono l'articolo 74, la partecipazione ad un'associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, per le stesse condotte per cui fu assolta nel 2018. La difesa ha sempre sostenuto che, «a prescindere dalla qualificazione giuridica, i fatti fossero gli stessi e quindi sin dal primo grado» ha sostenuto «il non doversi procedere per ne bis in idem in quanto già giudicata e poi assolta».
La Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello con rinvio ad un'altra sezione, la stessa che ha accolto la questione. I giudici, infine, hanno assolto Francesco Gismondo, difeso dall'avvocato Mario Colaleo, «per non aver commesso il fatto», rideterminando la pena inflitta in totali 6 anni e 8 mesi di reclusione.