Un pentito nel clan Parisi, si tratta di Sabino Pace detto «Bino»
Il neo collaboratore, trasferito dal carcere in cui era detenuto, risponde di 8 capi di imputazione per cessioni di droga risalenti al 2023
venerdì 20 marzo 2026
9.47
«Io sono sempre stato un venditore all'ingrosso di stupefacenti». Ha esordito così, davanti al Tribunale di Bari, Sabino Pace, considerato il reggente del clan Parisi a Sannicandro di Bari. Una dichiarazione in videoconferenza per confermare la decisione di pentirsi e cominciare a raccontare le dinamiche del traffico di droga.
Pace, pluripregiudicato di Grumo Appula, 42 anni, detto «Bino», fu arrestato nell'ambito di una inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce sul traffico di droga tra Ginosa e Bologna. L'Antimafia di Bari lo considera invece il capo di un gruppo criminale attivo a Sannicandro per cui a maggio dello scorso anno sono scattati gli arresti dopo l'interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Battista: gli ordini della droga venivano piazzati anche su Telegram.
È proprio nell'ambito di quest'ultimo procedimento è arrivata la decisione di pentirsi. È stato disposto il trasferimento in una diversa struttura carceraria lontana dalla Puglia: da qui, nell'esame dell'imputato disposto nel procedimento in abbreviato, l'uomo ha confermato le accuse nei confronti degli ex sodali, spiegando le dinamiche del traffico di stupefacenti. Pace ha alle spalle numerose condanne, non solo per droga. Nel 2014 fu arrestato pure per estorsione e incendio doloso.
Era stato arrestato lo scorso anno insieme ad altre 37 persone, in un'operazione antidroga tra Bari e provincia. Pace è entrato dunque a far parte del sempre più folto stuolo di collaboratori di giustizia. Mercoledì, durante la sua prima udienza, avrebbe confermato il suo ruolo e le accuse nei confronti degli altri arrestati.
Pace, pluripregiudicato di Grumo Appula, 42 anni, detto «Bino», fu arrestato nell'ambito di una inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce sul traffico di droga tra Ginosa e Bologna. L'Antimafia di Bari lo considera invece il capo di un gruppo criminale attivo a Sannicandro per cui a maggio dello scorso anno sono scattati gli arresti dopo l'interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Battista: gli ordini della droga venivano piazzati anche su Telegram.
È proprio nell'ambito di quest'ultimo procedimento è arrivata la decisione di pentirsi. È stato disposto il trasferimento in una diversa struttura carceraria lontana dalla Puglia: da qui, nell'esame dell'imputato disposto nel procedimento in abbreviato, l'uomo ha confermato le accuse nei confronti degli ex sodali, spiegando le dinamiche del traffico di stupefacenti. Pace ha alle spalle numerose condanne, non solo per droga. Nel 2014 fu arrestato pure per estorsione e incendio doloso.
Era stato arrestato lo scorso anno insieme ad altre 37 persone, in un'operazione antidroga tra Bari e provincia. Pace è entrato dunque a far parte del sempre più folto stuolo di collaboratori di giustizia. Mercoledì, durante la sua prima udienza, avrebbe confermato il suo ruolo e le accuse nei confronti degli altri arrestati.