Peculato, la Guardia di Finanza esegue sequestro per 1,3 milioni di euro
Esecuzione nelle province di Bari e Foggia
mercoledì 3 giugno 2026
17.33
I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione, nelle province di Bari e Foggia, a un decreto di sequestro preventivo avente ad oggetto denaro, beni mobili e immobili, per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di euro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Le persone destinatarie dei provvedimenti cautelari sono indagate (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), in concorso tra loro e a vario titolo, per il delitto di peculato di risorse pubbliche indebitamente distratte dai bilanci dell'Agenzia Regione del Turismo della Regione Puglia.
Con riferimento al medesimo contesto, nel 2024 e nel 2025, era già stata data esecuzione a tre provvedimenti ablativi del valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. Le odierne operazioni di sequestro costituiscono l'epilogo degli ulteriori approfondimenti investigativi eseguiti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, condotti sempre in relazione al sistematico utilizzo di denaro pubblico per fini esclusivamente personali, da parte del Dirigente Generale ad interim (poi deceduto) della predetta Agenzia, di concerto con l'allora Responsabile dell'Ufficio Paghe e Pagamenti, al cui esito è stato possibile ricostruire nuove condotte distrattive perpetrate con le medesime modalità.
Si tratta, ancora, di emolumenti stipendiali e "fuori busta" corrisposti, questa volta, al citato Direttore Generale ad interim che, all'esito delle verifiche – eseguite anche con l'ausilio della stessa Agenzia – sono risultati totalmente ingiustificati e macroscopicamente eccedenti quelli dovuti per le mansioni ricoperte e l'inquadramento contrattuale.
Le sopra descritte condotte illecite si inquadrano in un vero e proprio "metodo" adottato per anni dagli indagati, attraverso cui gli stessi, nel periodo tra il 2017 e il 2023, avrebbero sistematicamente "dirottato" denaro pubblico per oltre 2,5 milioni di euro – di cui avevano il possesso per motivi inerenti al proprio ufficio – appropriandosene per finalità di natura esclusivamente personale.
Le indagini svolte hanno consentito di muovere delle contestazioni, a vario titolo, nei confronti complessivamente di 13 soggetti (di cui 4 pubblici ufficiali), tutti destinatari di sequestri, compresi familiari e privati, i quali, nella consapevolezza della provenienza illecita del denaro, avrebbero contribuito a "ripulire" le somme a loro accreditate, nonché a "reimpiegare" i beni strumentali acquistati con i soldi pubblici in attività economiche.
Gli esiti dell'attività d'indagine costituiscono un'ulteriore testimonianza del costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza nel contrasto ai reati commessi dai pubblici ufficiali, nella lotta agli sprechi di denaro pubblico e nella tutela della legalità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione.
Le persone destinatarie dei provvedimenti cautelari sono indagate (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), in concorso tra loro e a vario titolo, per il delitto di peculato di risorse pubbliche indebitamente distratte dai bilanci dell'Agenzia Regione del Turismo della Regione Puglia.
Con riferimento al medesimo contesto, nel 2024 e nel 2025, era già stata data esecuzione a tre provvedimenti ablativi del valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. Le odierne operazioni di sequestro costituiscono l'epilogo degli ulteriori approfondimenti investigativi eseguiti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, condotti sempre in relazione al sistematico utilizzo di denaro pubblico per fini esclusivamente personali, da parte del Dirigente Generale ad interim (poi deceduto) della predetta Agenzia, di concerto con l'allora Responsabile dell'Ufficio Paghe e Pagamenti, al cui esito è stato possibile ricostruire nuove condotte distrattive perpetrate con le medesime modalità.
Si tratta, ancora, di emolumenti stipendiali e "fuori busta" corrisposti, questa volta, al citato Direttore Generale ad interim che, all'esito delle verifiche – eseguite anche con l'ausilio della stessa Agenzia – sono risultati totalmente ingiustificati e macroscopicamente eccedenti quelli dovuti per le mansioni ricoperte e l'inquadramento contrattuale.
Le sopra descritte condotte illecite si inquadrano in un vero e proprio "metodo" adottato per anni dagli indagati, attraverso cui gli stessi, nel periodo tra il 2017 e il 2023, avrebbero sistematicamente "dirottato" denaro pubblico per oltre 2,5 milioni di euro – di cui avevano il possesso per motivi inerenti al proprio ufficio – appropriandosene per finalità di natura esclusivamente personale.
Le indagini svolte hanno consentito di muovere delle contestazioni, a vario titolo, nei confronti complessivamente di 13 soggetti (di cui 4 pubblici ufficiali), tutti destinatari di sequestri, compresi familiari e privati, i quali, nella consapevolezza della provenienza illecita del denaro, avrebbero contribuito a "ripulire" le somme a loro accreditate, nonché a "reimpiegare" i beni strumentali acquistati con i soldi pubblici in attività economiche.
Gli esiti dell'attività d'indagine costituiscono un'ulteriore testimonianza del costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza nel contrasto ai reati commessi dai pubblici ufficiali, nella lotta agli sprechi di denaro pubblico e nella tutela della legalità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione.