Operazione anti-usura della Finanza, decapitato il clan Capodiferro di San Girolamo

Il boss Domenico gestiva le operazioni dal carcere. Arrestato insieme ai familiari; sequestrati beni per oltre 1 milione

venerdì 19 ottobre 2018 12.54
Gestiva l'attività di usuraio mentre si trovava recluso in carcere, avvalendosi della collaborazione dei familiari e di un fiduciario. Le manette della Guardia di Finanza sono scattate ai polsi di Domenico Capodiferro, boss pregiudicato dell'omonimo clan criminale di Bari-San Girolamo, e di Lucia Mininni (moglie del boss), Ivana Capodiferro (figlia), e Giuseppe Farella (genero), oltre all'uomo di fiducia del capo clan Ugo Montelli. Un totale di cinque arresti disposti dal GIP presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a cui si aggiunge il sequestro anticipato finalizzato alla confisca ai sensi della normativa antimafia dei beni riconducibili al sodalizio criminale, pari a un valore di 1.305.390,00 Euro, nella disponibilità dei nuclei familiari di Domenico Capodiferro e Andrea Montani.

Nel corso delle investigazioni è stata documentata, anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, l'illecita attività usuraria posta in essere dal pregiudicato barese, operante principalmente nei quartieri di San Girolamo e San Paolo, il quale – nel periodo di detenzione in carcere - si avvaleva della concreta collaborazione dei suoi familiari e del suo braccio destro, Montelli.

Le indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del Comando Provinciale di Bari sono state anche rivolte a sottrarre agli indagati le disponibilità economiche e finanziarie illecitamente accumulate nel tempo e frutto della loro attività criminale, su delega dell'ufficio misure di prevenzione della Procura.