È malato e muore in carcere: aveva appena ottenuto i domiciliari

La vicenda di Angelo Giannini che stava scontando una condanna ad oltre 10 anni. La famiglia ha presentato un esposto chiedendo l'autopsia

sabato 7 novembre 2026 20.13
A cura di Nicola Miccione
È morto nel carcere di Livorno, dopo oltre due anni di «inumana» detenzione, il 55enne Angelo Giannini, da tempo «gravemente ammalato». Lo ha denunciato il suo legale, Saverio Ingraffia, che ha sottolineato che il giorno prima del decesso, avvenuto ieri, Giannini aveva ottenuto i domiciliari dalla Corte d'Appello di Bari.

L'uomo, però, condannato in primo grado a 10 anni e 8 mesi per reati associativi di tipo mafioso, non ha fatto in tempo ad ottenere i domiciliari che gli sono stati concessi «tardivamente». Ora la famiglia ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Livorno chiedendo l'autopsia. La concessione dei domiciliari «era stato motivato - ha spiegato il suo legale - dalle gravissime patologie croniche da cui l'uomo era affetto, tra cui una cardiopatia ischemica postinfartuale».

«La morte di Giannini - ha evidenziato Ingraffia - costituisce il drammatico epilogo di un'odissea giudiziaria che lascia irrisolti i numerosi dubbi che si nascondono dietro le cause che ne hanno determinato la morte». Giannini, «ritenuto intraneo» al clan Palermiti, fu arrestato nel marzo 2024 nell'operazione "Codice Interno". Il suo difensore denunciò subito, con diverse istanze di scarcerazione, il progressivo aggravarsi delle condizioni di salute ritenute incompatibili con la detenzione.

Tuttavia, i periti dei giudici sono stati di diverso avviso. Fino a due giorni fa, mentre i penalisti di Bari chiedono ora una indagine «rapida, completa e trasparente», visto che «per la Costituzione era un presunto innocente», hanno spiegato gli avvocati: «La morte di una persona affidata alla custodia dello Stato riguarda tutti».