Le feste patronali di Ceglie e Loseto entrano nel patrimonio culturale immateriale della Puglia
Le dichiarazioni della presidente del Municipio IV Maria Chiara Addabbo e del consigliere comunale Antonello Delle Fontane
lunedì 2 novembre 2026
13.55
La presidente del Municipio IV Maria Chiara Addabbo esprime grande soddisfazione per l'ammissione delle feste patronali di Maria SS. di Buterrito, a Ceglie del Campo, e di San Giorgio martire, a Loseto, nell'Inventario del patrimonio culturale immateriale della Regione Puglia. Si tratta di un riconoscimento rilevante per le due manifestazioni religiose che, secondo quanto previsto dalla legge regionale n. 17/2013, potranno così essere incluse nel calendario regionale delle feste patronali e contare su un contributo a supporto dell'organizzazione delle iniziative.
«Sono davvero molto soddisfatta per questo prezioso riconoscimento da parte della Regione Puglia, perché premia l'immenso lavoro portato avanti non solo dalle parrocchie ma da tanti cittadini particolarmente legati alla cultura e alle tradizioni del nostro Municipio e - ha dichiarato Maria Chiara Addabbo -. Come già accaduto per la festa di San Michele Arcangelo a Carbonara, adesso anche quelle organizzate nelle altre due ex frazioni saranno inserite nell'Inventario regionale, il che rappresenta motivo di orgoglio per la nostra comunità da tanti punti di vista: innanzitutto viene riconosciuta la storia di queste due feste, patrimonio inestimabile del nostro territorio, e poi viene dato valore all'importanza sociale di queste manifestazioni culturali, da sempre supportate dal lavoro del Consiglio di Municipio, quest'anno anche con un capitolo specifico dedicato».
«L'amministrazione comunale, insieme al sindaco Vito Leccese, sta accompagnando i parroci e i comitati festa nel percorso di riconoscimento delle feste patronali storiche di Bari - ha commentato il consigliere comunale Antonello Delle Fontane -. Un lavoro che abbiamo seguito passo dopo passo e che, con la determinazione regionale del 27 ottobre, ha portato all'inserimento nell'Inventario del patrimonio culturale immateriale della Puglia delle due feste, che si aggiungono a quelle di San Michele Arcangelo di Carbonara e Palese. È un risultato importante per tutta la città, che valorizza la storia dei nostri territori e l'impegno delle comunità che ne custodiscono orgogliosamente le tradizioni. Per questo continueremo ad affiancare le altre realtà cittadine che possiedono i requisiti per ottenere il riconoscimento, costruendo, nel solco della legge regionale, un percorso di valorizzazione storica, culturale e turistica delle nostre feste patronali».
«Sono davvero molto soddisfatta per questo prezioso riconoscimento da parte della Regione Puglia, perché premia l'immenso lavoro portato avanti non solo dalle parrocchie ma da tanti cittadini particolarmente legati alla cultura e alle tradizioni del nostro Municipio e - ha dichiarato Maria Chiara Addabbo -. Come già accaduto per la festa di San Michele Arcangelo a Carbonara, adesso anche quelle organizzate nelle altre due ex frazioni saranno inserite nell'Inventario regionale, il che rappresenta motivo di orgoglio per la nostra comunità da tanti punti di vista: innanzitutto viene riconosciuta la storia di queste due feste, patrimonio inestimabile del nostro territorio, e poi viene dato valore all'importanza sociale di queste manifestazioni culturali, da sempre supportate dal lavoro del Consiglio di Municipio, quest'anno anche con un capitolo specifico dedicato».
«L'amministrazione comunale, insieme al sindaco Vito Leccese, sta accompagnando i parroci e i comitati festa nel percorso di riconoscimento delle feste patronali storiche di Bari - ha commentato il consigliere comunale Antonello Delle Fontane -. Un lavoro che abbiamo seguito passo dopo passo e che, con la determinazione regionale del 27 ottobre, ha portato all'inserimento nell'Inventario del patrimonio culturale immateriale della Puglia delle due feste, che si aggiungono a quelle di San Michele Arcangelo di Carbonara e Palese. È un risultato importante per tutta la città, che valorizza la storia dei nostri territori e l'impegno delle comunità che ne custodiscono orgogliosamente le tradizioni. Per questo continueremo ad affiancare le altre realtà cittadine che possiedono i requisiti per ottenere il riconoscimento, costruendo, nel solco della legge regionale, un percorso di valorizzazione storica, culturale e turistica delle nostre feste patronali».