Lampioni spenti e cantieri mai finiti: la lunga agonia del lungomare di Santo Spirito
I commercianti lamentano anche pendenze sbagliate nel deflusso delle acque piovane
mercoledì 11 febbraio 2026
11.57
Il primissimo progetto portava una tempistica di chiusura dell'opera nel 2023. Modifiche successive all'epidemia di Covid avevano fatto slittare il tutto alla fine del 2024. Altri imprevisti e modifiche progettuali avevano fatto scivolare la chiusura dei lavori al Lungomare Cristoforo Colombo di Santo Spirito di 365 giorni.
Ma nel febbraio 2026, nonostante le recenti rassicurazioni del sindaco Vito Leccese in persona, giunto sul posto tre settimane fa, il cantiere resta aperto, l'opera, per quanto complessa, ancora incompiuta. Da aggiungere alla malasorte del nuovo "water front" - come dicono quelli bravi - della marina nord di Bari, ci sono anche una serie di black-out elettrici che stanno interessando l'area da diverse settimane. A giorni alterni, ad orari alterni, il lungomare di Santo Spirito resta al buio (come nella foto scattata intorno alle 19.00 di lunedì scorso, 9 febbraio).
La comunità locale è divisa: i commercianti, quelli con attività sulla "promenade" con una improbabile strada mattonata che l'attraversa, insistono sulla mancanza di parcheggi, che nelle mattinate dei mesi invernali non favorirebbe il loro business, danneggiandoli. Gli esercenti che hanno investito su via Napoli, parallela di fatto al lungomare, spingono invece per controlli della Polizia Locale più serrati, e non di tanto in tanto come avviene, per il rispetto del parcheggio orario lato mare. Aiuterebbe - ci dicono - il ricambio di avventori che non sanno come e dove fermarsi con l'auto.
E poi ci sono le pescherie ed altre attività, che vedono su via Fiume l'acqua piovana invadere spazi per via di pendenze del mattonato diciamo rivedibili, almeno per i profani.
C'è quindi quel cantiere mai completato in zona "marineria", come dicono gli autoctoni, ed il parcheggio ancora selvaggio in zona molo che andrebbe disciplinato nei fine settimana. Bene la creazione di un enorme area di sosta a sud, nei pressi della Guardia Medica e della Stazione dei Carabinieri, meno capiente invece quella di via Udine (dove tra l'altro il mattonato sta già cedendo al passaggio di mezzi in maniera piuttosto evidente ed al mercoledì, quando c'è mercato settimanale, diventa una discarica).
Ed i residenti? Cosa pensano, cosa dicono?
In molti avrebbero voluto un lungomare chiuso completamente al traffico, zona autenticamente pedonale, con dehors dei locali pubblici fuori, riscaldati anche in inverno, come si usa in posti "civili". Ed in quel caso la capacità di visione imprenditoriale farebbe la differenza, un aspetto su cui c'è molto da lavorare in un borgo, ex frazione, da questo punto di vista fermo agli anni '80.
L'esigenza dei residenti è quella di parcheggi nelle traverse, magari con linea gialla, quindi riservati solo a loro. Via Firenze, con annesso Ufficio Postale, via Conte Mossa, via Trani, via Lecce, via Altieri, via Barletta e via Massari sono ormai impraticabili in talune fasce orarie per 365 giorni l'anno.
Santo Spirito aspetta, i santospiritesi, quelli nati e cresciuti, sempre meno a dirla tutta, non riescono a trovare più una identità, ma i cambiamenti portano talvolta a spostare il proprio punto di vista. Ciò che resta intollerabile sono le lungaggini per la chiusura del cantiere, l'assenza di una spinta contro l'idea del "Baricentrismo" politico che impone e ignora esigenze e storia, la rassegnazione con cui la politica municipale aspetta gli eventi.
Gli unici contentissimi a Santo Spirito ci paiono gli spacciatori con bici elettrica e di nero vestiti, che sfruttano una periferia desolata, soprattutto a sera, per continuare a fare i loro sporchi affari con la benedizione di improbabili padrini, capaci di far sentire il loro peso (ed il loro tanfo) su tutta l'economia locale.
Ma nel febbraio 2026, nonostante le recenti rassicurazioni del sindaco Vito Leccese in persona, giunto sul posto tre settimane fa, il cantiere resta aperto, l'opera, per quanto complessa, ancora incompiuta. Da aggiungere alla malasorte del nuovo "water front" - come dicono quelli bravi - della marina nord di Bari, ci sono anche una serie di black-out elettrici che stanno interessando l'area da diverse settimane. A giorni alterni, ad orari alterni, il lungomare di Santo Spirito resta al buio (come nella foto scattata intorno alle 19.00 di lunedì scorso, 9 febbraio).
La comunità locale è divisa: i commercianti, quelli con attività sulla "promenade" con una improbabile strada mattonata che l'attraversa, insistono sulla mancanza di parcheggi, che nelle mattinate dei mesi invernali non favorirebbe il loro business, danneggiandoli. Gli esercenti che hanno investito su via Napoli, parallela di fatto al lungomare, spingono invece per controlli della Polizia Locale più serrati, e non di tanto in tanto come avviene, per il rispetto del parcheggio orario lato mare. Aiuterebbe - ci dicono - il ricambio di avventori che non sanno come e dove fermarsi con l'auto.
E poi ci sono le pescherie ed altre attività, che vedono su via Fiume l'acqua piovana invadere spazi per via di pendenze del mattonato diciamo rivedibili, almeno per i profani.
C'è quindi quel cantiere mai completato in zona "marineria", come dicono gli autoctoni, ed il parcheggio ancora selvaggio in zona molo che andrebbe disciplinato nei fine settimana. Bene la creazione di un enorme area di sosta a sud, nei pressi della Guardia Medica e della Stazione dei Carabinieri, meno capiente invece quella di via Udine (dove tra l'altro il mattonato sta già cedendo al passaggio di mezzi in maniera piuttosto evidente ed al mercoledì, quando c'è mercato settimanale, diventa una discarica).
Ed i residenti? Cosa pensano, cosa dicono?
In molti avrebbero voluto un lungomare chiuso completamente al traffico, zona autenticamente pedonale, con dehors dei locali pubblici fuori, riscaldati anche in inverno, come si usa in posti "civili". Ed in quel caso la capacità di visione imprenditoriale farebbe la differenza, un aspetto su cui c'è molto da lavorare in un borgo, ex frazione, da questo punto di vista fermo agli anni '80.
L'esigenza dei residenti è quella di parcheggi nelle traverse, magari con linea gialla, quindi riservati solo a loro. Via Firenze, con annesso Ufficio Postale, via Conte Mossa, via Trani, via Lecce, via Altieri, via Barletta e via Massari sono ormai impraticabili in talune fasce orarie per 365 giorni l'anno.
Santo Spirito aspetta, i santospiritesi, quelli nati e cresciuti, sempre meno a dirla tutta, non riescono a trovare più una identità, ma i cambiamenti portano talvolta a spostare il proprio punto di vista. Ciò che resta intollerabile sono le lungaggini per la chiusura del cantiere, l'assenza di una spinta contro l'idea del "Baricentrismo" politico che impone e ignora esigenze e storia, la rassegnazione con cui la politica municipale aspetta gli eventi.
Gli unici contentissimi a Santo Spirito ci paiono gli spacciatori con bici elettrica e di nero vestiti, che sfruttano una periferia desolata, soprattutto a sera, per continuare a fare i loro sporchi affari con la benedizione di improbabili padrini, capaci di far sentire il loro peso (ed il loro tanfo) su tutta l'economia locale.