La bellezza che cura: all'Istituto Tumori di Bari l'oncoestetica per le pazienti oncologiche

Presentato il progetto che unisce cura e benessere

venerdì 2 ottobre 2026 12.37
A cura di Anna Lops
«Nessuna persona è la sua malattia». Da questa convinzione nasce "La bellezza che cura: insieme per il benessere dei pazienti oncologici", il progetto presentato oggi presso l'ambulatorio di medicina fisica e riabilitazione dell'Istituto Tumori "Giovanni Paolo II" di Bari. Un momento che ha riunito alcune delle pazienti oncologiche dell'Istituto intorno ai temi della cura e dell'estetica.

Un'iniziativa di rete

Il progetto è realizzato in collaborazione con il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS e a cura di tre associazioni attive in ambito oncologico: Gemme Dormienti, Acto Puglia e Walce. All'evento hanno partecipato, anche attraverso il loro sostegno, Tommaso Stallone, direttore generale dell'Istituto Tumori "Giovanni Paolo II"; Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del consiglio regionale della Puglia; Michelangelo Cavone, assessore alla giustizia, al benessere sociale e ai diritti civili del Comune di Bari; Annamaria Ferretti, presidente del Municipio 1 del Comune di Bari; e Rosa Franco, presidente del Centro Servizio al Volontariato San Nicola ETS.

I trattamenti di oncoestetica

L'iniziativa prevede trattamenti specifici di oncoestetica, eseguiti da estetiste professioniste certificate APEO, l'Associazione Professionale di Estetica Oncologica. Si tratta di operatrici specializzate nella cura di pelle e unghie danneggiate dai trattamenti radioterapici e chemioterapici.

Oncoestetica © Anna Lops
Oncoestetica © Anna Lops
Oncoestetica © Anna Lops
Oncoestetica © Anna Lops

L'approccio a 360° alla paziente

A sottolineare l'importanza del progetto è stata la dott.ssa Patrizia Dicillo: «Se è vero che le terapie oncologiche hanno fatto grandissimi passi in avanti, non sono comunque esenti da effetti collaterali anche a livello estetico, perché possono colpire cute e annessi. Quindi è fondamentale per le pazienti un approccio a 360°».

Libertà di scelta

Particolare attenzione è stata posta sull'autodeterminazione delle donne. «L'importanza di questo spazio è quello che lascia massima libertà alle donne che possono decidere di occuparsi del loro aspetto estetico, ma anche possono decidere di non farlo», ha dichiarato la vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, Elisabetta Vaccarella.

Restituire dignità e speranza

Sul valore umano dell'iniziativa si è espressa Rosa Franco, presidente del CSV San Nicola: «Un malato oncologico si lascia andare, invece bisogna restituire dignità e dargli quella linfa che gli permette di fare quello scatto di speranza e non abbandonarsi al dolore o alla mortificazione di vedere il corpo deturpato».
Con "La bellezza che cura", l'Istituto Tumori di Bari e le realtà del terzo settore confermano l'impegno verso un'assistenza che guarda alla persona nella sua interezza, ben oltre la malattia.