Il Comune di Bari candida la sede del Municipio I di via Trevisani a Centro di Giustizia Territoriale

Individuata una parte del secondo piano

lunedì 29 giugno 2026 06.30
La Giunta comunale, su proposta degli assessori alla Giustizia e al benessere sociale Michelangelo Cavone e alla Cura del Territorio Domenico Scaramuzzi ha approvato la candidatura del Comune di Bari all'avviso regionale "Una Giustizia più inclusiva" - progetto SPES, nell'ambito del Programma Nazionale "Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027", finalizzato all'individuazione di spazi pubblici da destinare a Centri di Giustizia Territoriale.
Con il provvedimento l'amministrazione comunale individua una parte del secondo piano della sede del Municipio 1, in via Trevisani 206, nel quartiere Libertà, quale immobile idoneo a ospitare l'hub centrale del progetto "SPES - Servizi per le persone in esecuzione penale esterna".

La proposta, in caso di ammissione a finanziamento, prevede la riqualificazione di una porzione del secondo piano dell'edificio attualmente inutilizzata per l'attivazione di servizi integrati di accompagnamento all'inserimento sociale e lavorativo, rivolti a persone sottoposte a misure penali esterne, in raccordo con le istituzioni competenti, i servizi territoriali e la rete del terzo settore.

"Ogni persona che riesce a ricostruire la propria vita è una vittoria non solo per sé, ma per l'intera comunità - dichiara l'assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone -. Offrire percorsi di accompagnamento all'inclusione sociale e lavorativa significa restituire dignità, creare nuove opportunità e ridurre concretamente il rischio di recidiva. Per questo abbiamo scelto di candidare uno spazio pubblico a Centro di Giustizia Territoriale: perché crediamo che la giustizia non si esaurisca nell'esecuzione della pena, ma continui nella capacità delle istituzioni di accompagnare le persone verso un nuovo progetto di vita. Una comunità è più sicura quando riesce a costruire occasioni di reinserimento, responsabilità e autonomia. È questa la sfida che vogliamo raccogliere insieme alla Regione, ai servizi territoriali e al terzo settore".

Il Centro di Giustizia Territoriale sarà articolato in diversi ambienti funzionali: area accoglienza, sportello multiservizi integrato, sale polifunzionali, stanze per i colloqui individuali, uffici amministrativi e spazi esterni da destinare ad attività all'aperto. La superficie interessata è pari a circa 363 metri quadrati interni, cui si aggiungono 149 metri quadrati di area esterna.
Gli interventi previsti riguardano opere edili di adeguamento degli ambienti, la realizzazione di nuovi servizi igienici, l'adeguamento degli impianti elettrico, dati, di climatizzazione e riscaldamento, oltre alla predisposizione di sistemi di videosorveglianza e antiaggressione. È prevista anche la riqualificazione dell'area esterna attraverso il rifacimento della pavimentazione e dell'impermeabilizzazione, così da renderla utilizzabile per attività ricreative, formative e di confronto.

"L'individuazione dello spazio di via Trevisani nasce da una valutazione tecnica sulla disponibilità, sull'accessibilità e sulla funzionalità dell'immobile - dichiara l'assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi -. In caso di ammissione a finanziamento, l'intervento permetterà di riqualificare una porzione attualmente inutilizzata della sede del Municipio 1, adeguandola dal punto di vista edilizio e impiantistico e restituendola a una funzione pubblica. La valorizzazione del patrimonio comunale passa anche dalla capacità di rendere nuovamente utili gli spazi esistenti, destinandoli a servizi di interesse generale".

"Desidero esprimere apprezzamento per la candidatura del Comune di Bari all'avviso regionale 'Una Giustizia più inclusiva' nell'ambito del progetto SPES - commenta la presidente del Municipio I Annamaria Ferretti -. Si tratta di un'opportunità per rafforzare la presenza delle istituzioni nei territori e avvicinare i servizi ai cittadini, con particolare attenzione alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di fragilità. Come Presidente di Municipio ritengo che la realizzazione di un Centro di Giustizia Territoriale possa rappresentare un presidio di prossimità capace di promuovere inclusione, ascolto e orientamento, contribuendo a costruire una comunità più coesa e consapevole dei propri diritti. Il Municipio è pronto a fare la propria parte, mettendo a disposizione la conoscenza del territorio e collaborando con l'amministrazione comunale, la Regione e tutti i soggetti coinvolti affinché questo progetto possa tradursi in un servizio concreto, accessibile ed efficace per i cittadini. Questa iniziativa conferma come la giustizia, quando si integra con le politiche sociali e con la rigenerazione degli spazi pubblici, possa diventare uno strumento di inclusione e di sviluppo per l'intera comunità.".

Il quadro economico complessivo della candidatura ammonta a 849.284 euro, a valere sui fondi FESR in caso di ammissione a finanziamento. Il cronoprogramma prevede la progettazione esecutiva tra settembre e dicembre 2026, l'esecuzione dei lavori nei primi mesi del 2027, l'installazione di arredi e impianti entro aprile, i collaudi nel mese di maggio e l'avvio delle attività entro giugno 2027.

La scelta della sede di via Trevisani si inserisce in una più ampia strategia di rigenerazione urbana e sociale del quartiere Libertà, già interessato da importanti interventi pubblici, tra cui la riqualificazione di via Manzoni e della ex Manifattura Tabacchi. L'obiettivo è fare del nuovo centro un presidio territoriale capace di rafforzare la rete dei servizi, promuovere percorsi di inclusione attiva e contribuire alla riduzione della recidiva attraverso il coinvolgimento delle istituzioni, del terzo settore e del tessuto socio-economico locale.

La candidatura sarà trasmessa alla Regione Puglia dalla ripartizione Infrastrutture, Viabilità e Opere Pubbliche, mentre la gestione delle attività, a seguito della riqualificazione dell'immobile, coinvolgerà la ripartizione Servizi alla Persona - Settore Osservatorio per l'inclusione sociale e contrasto alla povertà.