Giornata della Memoria, il sindaco di Bari ricorda Filippo d’Agostino e Giuseppe Zannini

Vito Leccese: «L'indifferenza è il pericolo più grande, può accadere di tutto, anche quello che è già accaduto»

martedì 27 gennaio 2026 16.04
Il sindaco di Bari Vito Leccese ha partecipato oggi ad alcune delle iniziative organizzate in città in occasione della Giornata della Memoria, ricordando due vittime baresi della deportazione.

Alle ore 9, l'amministrazione comunale, l'ANPI e il coordinamento antifascista hanno ricordato Filippo D'Agostino – sindacalista, consigliere comunale di Bari, antifascista e vittima della deportazione – con la deposizione di una corona di fiori da parte del sindaco presso la targa a lui intitolata nella sala consiliare di Palazzo di Città. Alla cerimonia, tra gli altri, è intervenuto anche il prefetto di Bari Francesco Russo.

«Questa targa è stata apposta solo pochi anni fa – ha dichiarato il sindaco –. Per questo voglio ringraziare l'ANPI, che ha sollecitato l'amministrazione comunale a lavorare sulla ricostruzione del contributo che la nostra città ha dato alla lotta di Resistenza, lavorando su memoria e radici della comunità barese. In questo contesto Filippo D'Agostino è stato un protagonista non soltanto nella difesa dei diritti dei lavoratori, ma anche nel suo impegno politico e istituzionale: sedeva infatti tra i banchi del Consiglio comunale già nel 1920. Per troppi anni Bari ha rimosso, o ha fatto finta di non ricordare, il ruolo determinante che ha avuto nell'esito della lotta di Liberazione, culminata il 25 aprile 1945. Un ruolo costruito attraverso l'impegno di Filippo D'Agostino, di Rita Maierotti e di tanti intellettuali che animavano il dibattito culturale all'interno della casa editrice Laterza, contribuendo a un pensiero critico e libero».

A seguire, il sindaco si è recato presso il Liceo Scacchi dove, su iniziativa dell'ANPI e dell'amministrazione comunale, alla presenza della comunità scolastica, è stata deposta una corona di fiori sotto la targa che ricorda Giuseppe Zannini, già alunno dell'istituto barese. Antifascista cattolico, amico di Aldo Moro e di Achille Ardigò, Zannini fu catturato dalle SS a Bologna e internato nel campo di sterminio di Mauthausen, dove morì, per sfinimento dopo la prigionia.

«Giuseppe Zannini è stato un martire. Un martire per il suo impegno antifascista: un combattente a difesa della libertà e della democrazia. Quando parlo di queste cose mi emoziono particolarmente: ricordando i tanti italiani che non esitarono a fare una scelta di campo, schierandosi con i partigiani, lottando contro le truppe di occupazione nazifascista».

Nel corso degli incontri, il sindaco ha richiamato anche il significato profondo della Giornata della Memoria:

«In questa giornata voglio ricordare le parole di Elie Wiesel, quando dice che il contrario dell'amore non è l'odio, ma l'indifferenza. La Shoah è stata possibile anche a causa dell'indifferenza delle diplomazie e dei poteri economici e politici che allora condizionavano la vita dell'Europa.

Ecco perché queste giornate non devono essere un mero esercizio retorico: devono servire a raccogliere un'eredità importantissima, quella di persone come Filippo D'Agostino e di Giuseppe Zannini, per farla vivere nel presente e consegnarla soprattutto ai giovani. Di fronte ai segnali preoccupanti di ritorno a quel passato, sta a noi contrastarli con un presidio quotidiano della democrazia e della libertà. L'indifferenza è il pericolo più grande: quando si è indifferenti, può accadere di tutto, anche quello che è già accaduto»
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