Covid, in crisi la filiera della moda: le richieste di Confesercenti Bari
Tra gennaio e settembre perdite di oltre l'11 per cento, con la seconda ondata rischiano molte attività
martedì 10 novembre 2020
Covid non è solo emergenza sanitaria ma anche economica. Stavolta sul piede di guerra è la filiera della moda che chiede alle istituzioni interventi mirati per non perdere migliaia di attività commerciali.
A chiederlo è Confesercenti Terra di Bari e Fismo (Federazione Italiana Settore MOda) Bari che in una nota spiega: 'Il calo degli acquisti è drammatico – lamenta Raffaella Altamura, presidente Confesercenti Terra di Bari – ed il settore non si salva con la concessione di rimanere aperti come dispone l'ultimo decreto del governo perché il comparto funziona se è tutto l'indotto a camminare: la ristorazione, gli eventi, le feste, le cerimonie, gli spostamenti senza limitazioni tra Comuni e Regioni. Concedere 'a metà' significa raccogliere frutti 'a metà'.
Il recupero economico - nel trimestre estivo - ha dato sollievo al commercio: solo a settembre i consumi sono stati pari a +13,9%. Ma questo incremento non è stato sufficiente a risanare le casse sofferenti che nel periodo gennaio/settembre hanno accusato una perdita dell'11,3%.
'I negozi di vicinato - spiega Raffaella Altamura - in difficoltà per la concorrenza della vendita online e della grande distribuzione, sin da marzo stanno subendo ulteriori limitazioni senza, tuttavia, ricevere le giuste attenzioni, se non le primissime misure erogate dall'INPS e dall'Agenzia delle Entrate. Le altre agevolazioni, come l'accesso ai fondi di garanzia o ai finanziamenti regionali, costituiscono un ulteriore indebitamento. Questi interventi si sono dimostrati insufficienti e non hanno risolto i problemi degli imprenditori che, mentre devono continuare a pagare i canoni di locazione, si trovano nella condizione di dover effettuare gli ordini per la collezione autunno/inverno 2021, nell'incertezza di poter vendere la merce già in magazzino. Ecco perché, unendoci alla voce di FISMO Confesercenti, chiediamo al governo che gli aiuti vengano estesi anche a questa categoria fortemente penalizzata dal calo dei consumi e del fatturato'.
Ecco le proposte all'attenzione della conferenza Stato/Regioni:
'Occorre intervenire, prima che sia troppo tardi, a supporto di tutte quelle attività in affanno e che rischiano di non riuscire a superare una seconda ondata di crollo dei consumi', conclude la presidente di Confesercenti Terra di Bari.
A chiederlo è Confesercenti Terra di Bari e Fismo (Federazione Italiana Settore MOda) Bari che in una nota spiega: 'Il calo degli acquisti è drammatico – lamenta Raffaella Altamura, presidente Confesercenti Terra di Bari – ed il settore non si salva con la concessione di rimanere aperti come dispone l'ultimo decreto del governo perché il comparto funziona se è tutto l'indotto a camminare: la ristorazione, gli eventi, le feste, le cerimonie, gli spostamenti senza limitazioni tra Comuni e Regioni. Concedere 'a metà' significa raccogliere frutti 'a metà'.
Il recupero economico - nel trimestre estivo - ha dato sollievo al commercio: solo a settembre i consumi sono stati pari a +13,9%. Ma questo incremento non è stato sufficiente a risanare le casse sofferenti che nel periodo gennaio/settembre hanno accusato una perdita dell'11,3%.
'I negozi di vicinato - spiega Raffaella Altamura - in difficoltà per la concorrenza della vendita online e della grande distribuzione, sin da marzo stanno subendo ulteriori limitazioni senza, tuttavia, ricevere le giuste attenzioni, se non le primissime misure erogate dall'INPS e dall'Agenzia delle Entrate. Le altre agevolazioni, come l'accesso ai fondi di garanzia o ai finanziamenti regionali, costituiscono un ulteriore indebitamento. Questi interventi si sono dimostrati insufficienti e non hanno risolto i problemi degli imprenditori che, mentre devono continuare a pagare i canoni di locazione, si trovano nella condizione di dover effettuare gli ordini per la collezione autunno/inverno 2021, nell'incertezza di poter vendere la merce già in magazzino. Ecco perché, unendoci alla voce di FISMO Confesercenti, chiediamo al governo che gli aiuti vengano estesi anche a questa categoria fortemente penalizzata dal calo dei consumi e del fatturato'.
Ecco le proposte all'attenzione della conferenza Stato/Regioni:
- finanziamenti a fondo perduto per il settore della distribuzione settore moda
- finanziamenti a fondo perduto per i giovani imprenditori fino a 40 anni che investono aprendo nuove attività su marchi del made in Italy e su prodotti di selezione e di qualità provenienti dal resto del mondo
- defiscalizzazione e sgravi contributivi per i dipendenti settore moda
- formazione professionale, digitalizzazione ed ammodernato dell'intera filiera
- abolizione imposte dirette ed indirette e tasse comunali relativamente ai mesi del lockdown
- credito di imposta sul magazzino primavera/estate 2019. Tracciare un percorso di programmazione politico-sindacale della categoria
- blocco dei titoli di credito
- no ai protesti fino alla fine dell'emergenza
- proroga degli sgravi fiscali sulle locazioni.
'Occorre intervenire, prima che sia troppo tardi, a supporto di tutte quelle attività in affanno e che rischiano di non riuscire a superare una seconda ondata di crollo dei consumi', conclude la presidente di Confesercenti Terra di Bari.