Contattano una escort per l’amico ai domiciliari, poi la violentano: arrestati

Quattro giovani tra i 18 e i 23 anni sono stati fermati dai poliziotti della Squadra Mobile. La donna è stata poi abbandonata nelle campagne di Monopoli

sabato 25 luglio 2026 14.02
A cura di Nicola Miccione
Avevano risposto al suo annuncio su un sito di incontri per far divertire il loro amico che si trovava ai domiciliari, ma quelli che credeva fossero i suoi primi clienti si sono rivelati poi i suoi stupratori. Nottata di terrore tra il 16 e il 17 marzo scorsi da una 18enne sudamericana, violentata e abbandonata nell'agro di Monopoli.

La ricostruzione di quelle ore terribili è contenuta nella misura di custodia cautelare con cui la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, ha disposto il carcere per quattro giovani, di 18, 19, 20 e e 23 anni, con le accuse, in concorso, di violenza sessuale, sequestro di persona e rapina ai danni di una escort. I primi due sono stati fermati martedì scorso, il terzo giovedì, in aeroporto, di ritorno da una vacanza, il quarto invece è passato dai domiciliari al carcere.

Secondo quanto emerge dalle denunce presentate dalla vittima e da una sua amica, il 17 marzo scorso, quando tre dei quattro indagati, senza precedenti penali, appartenenti a famiglie lontane da contesti malavitosi e tutti residenti a Ceglie del Campo, sarebbero andati a trovare il quarto amico, il 23enne Giovanni Spada, ai domiciliari al quartiere Japigia di Bari, per portargli una sigaretta. Ma una volta lì, lui avrebbe manifestato il desiderio di avere rapporti sessuali con una donna.

I tre avrebbero contrattato una escort attraverso un sito, Bakeca Incontri, pattuendo il costo della prestazione e prendendola con l'auto da un B&B di via Manzoni. Ma una volta in via Archimede, in casa dell'amico, ci sarebbe stato il primo tentativo di violenza al quale lei si sarebbe ribellata, pretendendo di essere riportata a casa. Una volta in auto durante il tragitto uno dei quattro, seduto dietro con la ragazza, sotto minaccia di un coltello l'avrebbe costretta ad un rapporto sessuale.

Poi, dicendo che la scena lo eccitava - le indagini della Squadra Mobile sono state coordinate dal pubblico ministero Matteo Soave -, avrebbe costretto lei ad un rapporto orale con il conducente, facendolo fermare nei pressi dello stadio San Nicola. Solo dopo l'avrebbero abbandonata nell'agro di Monopoli, portandole via il giubbotto, lo zaino e lo smartphone per impedirle di chiedere aiuto. Dopo avere camminato per quasi mezz'ora, la vittima è riuscita a contattare una sua amica.

Ieri si sono svolti gli interrogatori di garanzia. Il 23enne non sarebbe l'autore della violenza. Un altro dei ragazzi, affetto da problemi psichici, difeso dall'avvocato Stefano Remine così come il conducente, avrebbe spiegato di non aver in alcun modo partecipato, mentre il conducente ha spiegato di essere stato minacciato.