Certificazioni mediche false per evitare rimpatri: perquisizioni per medici anche a Bari

L'operazione portata avanti dalla Polizia di Stato con lo SCO di Roma, condotta dalla Mobile di Ravenna

mercoledì 16 settembre 2026 14.34
A cura di Gianluca Battista
Nelle scorse ore sono stati eseguiti decreti di perquisizione in tutta Italia, emessi dalla Procura della Repubblica di Ravenna, a carico di medici accusati di una presunta formazione e quindi del rilascio di certificazioni mediche false in favore di cittadini stranieri irregolari. Secondo gli inquirenti vi sarebbe stata una rete di professionisti che avrebbero favorito la mancata espulsione degli immigrati per evitare che finissero nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio.

Le perquisizioni hanno interessato, oltre al capoluogo romagnolo, anche Rimini, Varese, Biella, Milano, Bologna, Firenze, Livorno e Bari, dove nella lente di ingrandimento della SCO della Polizia di Stato sarebbero finito sei professionisti. Passati al setaccio studi e materiale informatico, oltre a perquisizioni personali.

Questa operazione si inserisce in un'inchiesta avviata qualche mese fa, quando il pubblico ministero, Angela Scorza, aveva dato mandato per effettuare medesime perquisizioni a carico di otto medici operanti nel Reparto di Malattie Infettive di Ravenna. Per tre di loro il Giudice per le Indagini Preliminari aveva disposto la sospensione dal servizio, mentre per gli altri tre era arrivata un semplice divieto di occuparsi in futuro dei certificati per i CPR.