Cassazione conferma condanna a quattro anni per esercizio abusivo di scommesse

La Suprema Corte ha ritenuto inammissibile del titolare di un centro

lunedì 2 febbraio 2026 13.11
Nessuna violazione dei principi di libertà di iniziativa economica e di prestazione dei servizi, garantiti dal diritto europeo, come già stabilito dalla sentenza di secondo grado della Corte d'Appello di Bari. Per questi motivi, riporta Agipronews, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal titolare di un centro scommesse contro una condanna a quattro anni per esercizio abusivo di attività di scommesse. L'attività operava per conto di un bookmaker straniero senza concessione.

Secondo la Corte, il ricorrente si era limitato a riproporre "le medesime censure avanzate alla Corte di Appello di Bari", si legge nell'ordinanza, chiedendo una nuova valutazione di merito incompatibile con il giudizio di legittimità che può fornire la Cassazione. La sentenza di condanna in secondo grado aveva inoltre già fornito, secondo i giudici, una motivazione "del tutto congrua, fondata su oggettive risultanze dibattimentali e non manifestamente illogica".

Risultava inoltre evidente, si legge nel documento, che l'attività di raccolta delle scommesse fosse svolta "senza alcun titolo di autorizzazione" e che il titolare avesse violato la legge con piena consapevolezza, "ignorando il provvedimento di diniego emesso dalla Questura". Esclusa quindi qualsiasi attenuante possibile.