A Japigia sgomberati i Lafirenze da un alloggio popolare dell'Arca
All'interno trovati divani con le finiture dorate, una doccia walk-in, una cucina ampia, statue e oggetti preziosi
martedì 17 marzo 2026
9.14
Ennesimo appartamento popolare, di proprietà di Arca Puglia Centrale, fatto sgomberare. Siamo nel quartiere Japigia di Bari, dove su disposizione della Procura della Repubblica, che ha firmato un decreto di sequestro, è stato liberata un'abitazione di oltre 100 metri quadrati occupata dalla famiglia di Umberto Lafirenze.
Cinque le persone a cui è stato notificato lo sgombero: Antonia De Girolamo, 75 anni, affetta da una grave patologia oncologica, sua figlia Angela Fumai, 53 anni, e i nipoti Umberto Lafirenze, 36 anni, attualmente detenuto dopo l'arresto nella maxi inchiesta "Codice interno" e a Raffaele e Pietro Lafirenze, di 33 e 25 anni. La famiglia, affiliata al clan Palermiti, è imparentata con il boss di Japigia, Savino Parisi, figura storica della criminalità organizzata del quartiere da anni in carcere.
Secondo quanto ricostruito, l'alloggio era stato assegnato nel 2006 a Raffaele Fumai, marito di De Girolamo. Alla sua morte, nel 2012, i familiari avevano chiesto di subentrare nel contratto, ma la richiesta era stata respinta a causa dei canoni non pagati. Il debito accumulato ha raggiunto i 55mila euro. All'interno gli agenti hanno trovato arredamenti che poco ricordano una casa popolare: divani con le finiture dorate, una doccia walk-in, una cucina ampia, statue ed oggetti preziosi.
Durante le operazioni di sgombero - alle quali hanno partecipato gli agenti della Squadra Mobile, la Polizia Locale e i Carabinieri - su disposizione del procuratore Roberto Rossi è stata eseguita anche una perquisizione. L'operazione segue un intervento analogo condotto alla fine di gennaio a San Pio e Ceglie del Campo.
Cinque le persone a cui è stato notificato lo sgombero: Antonia De Girolamo, 75 anni, affetta da una grave patologia oncologica, sua figlia Angela Fumai, 53 anni, e i nipoti Umberto Lafirenze, 36 anni, attualmente detenuto dopo l'arresto nella maxi inchiesta "Codice interno" e a Raffaele e Pietro Lafirenze, di 33 e 25 anni. La famiglia, affiliata al clan Palermiti, è imparentata con il boss di Japigia, Savino Parisi, figura storica della criminalità organizzata del quartiere da anni in carcere.
Secondo quanto ricostruito, l'alloggio era stato assegnato nel 2006 a Raffaele Fumai, marito di De Girolamo. Alla sua morte, nel 2012, i familiari avevano chiesto di subentrare nel contratto, ma la richiesta era stata respinta a causa dei canoni non pagati. Il debito accumulato ha raggiunto i 55mila euro. All'interno gli agenti hanno trovato arredamenti che poco ricordano una casa popolare: divani con le finiture dorate, una doccia walk-in, una cucina ampia, statue ed oggetti preziosi.
Durante le operazioni di sgombero - alle quali hanno partecipato gli agenti della Squadra Mobile, la Polizia Locale e i Carabinieri - su disposizione del procuratore Roberto Rossi è stata eseguita anche una perquisizione. L'operazione segue un intervento analogo condotto alla fine di gennaio a San Pio e Ceglie del Campo.