Brutale aggressione al Parco Rossani ai danni di una studentessa universitaria

Un pestaggio ad opera di un branco di adulti e giovanissimi. La solidarietà dell'Ateneo barese

venerdì 24 luglio 2026 15.25
A cura di La redazione
Nel pomeriggio di ieri, giovedì 23 luglio, una ragazza di 20 anni è stata vittima di una violentissima e vigliacca aggressione all'interno del Parco Rossani di Bari, non lontano dai bagni pubblici.
Una primissima ricostruzione racconta di una ragazzina che le avrebbe impedito il passaggio verso i servizi e che le avrebbe lanciato dell'acqua con l'intento - non si sa se dichiarato - di danneggiare il telefono della vittima.

La ragazza ha spostato la giovanissima ma adulti ed un branco di ragazzini fino a 14 anni si sarebbero intromessi e sarebbe partita l'aggressione con calci e pugni anche al volto dopo che la 20enne era stata afferrata per i capelli e scaraventata al suolo.
Secondo invece una donna coinvolta nell'aggressione brutale, sarebbe stata la vittima ad usare violenza verso una bambina, prima della azione ai suoi danni. Versione al vaglio degli inquirenti che visioneranno le telecamere presenti in zona.

Sul posto sono giunti i sanitari del Servizio 118, allertati dalla Polizia Locale che ha posto fine al brutale pestaggio. Alla ragazza sono state riscontrate fratture anche al viso ed è stata ricoverata al Policlinico di Bari. Sporgerà regolare denuncia e gli aggressori avrebbero le ore contate.

IL MESSAGGIO DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI

Ieri pomeriggio, al Parco Rossani, una studentessa dell'Università degli Studi di Bari, iscritta al Corso di laurea Triennale in Filosofia del Dipartimento di Ricerca e Innovazione umanistica DIRIUM, è stata vittima di un episodio brutale di violenza cieca e immotivata.
Il pensiero più affettuoso e solidale dell'intera comunità UniBa va alla studentessa, che soffre il dolore del trauma, e ai suoi cari.
L'Università di Bari, nell'auspicare l'accertamento immediato delle responsabilità, condanna la cultura della violenza e del degrado che attraversa il tessuto sociale e avvelena la collettività.
Di fronte alle trasformazioni molecolari in atto negli spazi urbani e alle macerie dell'alienazione sociale, l'Ateneo barese ribadisce il proprio impegno per contrastare le derive dell'assuefazione alla ferocia, ripensare lo spazio urbano come progetto solidale e ricostruire collettivamente immaginari e desideri di futuro.