Bari, in auto con oltre 13 chili di cocaina nascosti in un doppiofondo: arrestato un corriere della droga

L'operazione della Polizia di Stato di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei quartieri periferici

mercoledì 15 luglio 2026 12.28
Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha proceduto all'arresto di un pregiudicato 50enne, originario del materano, ma residente al nord Italia, in quanto trovato in possesso di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente a bordo dell'auto sulla quale viaggiava. In dettaglio, personale della sezione Antidroga della Squadra Mobile di Bari, nel corso dei quotidiani servizi di pattugliamento disposti dal Questore finalizzati al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre transitava sulla litoranea sud di Bari, precisamente nel quartiere "San Giorgio", sottoponeva a controllo di polizia un'autovettura considerata sospetta in ragione delle manovre diversive che aveva accennato alla vista dei poliziotti.

Il successivo controllo dell'auto consentiva di rilevare la presenza di un doppiofondo, ben occultato al di sotto dei sedili posteriori e protetto da una piastra metallica dello spessore di circa un centimetro. Una volta scardinato il meccanismo di apertura, all'interno del vano, venivano rinvenuti undici panetti di sostanza stupefacente del tipo cocaina, una busta sottovuoto contenente ulteriore cocaina ed un panetto di sostanza stupefacente del tipo eroina.

Complessivamente, venivano sottoposti a sequestro 13,387 chili di cocaina e 100 grammi di eroina; si precisa, al riguardo, che la cocaina, ove immessa effettivamente in commercio, avrebbe avuto un valore di circa un milione di euro.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, nonché la stessa misura precautelare, hanno natura provvisoria. La misura precautelare è fondata su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza) e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.


Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, come stabilito dall'art. 27, secondo comma, della Costituzione e dagli artt. 115-bis c.p.p. e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.
Occorre inoltre tenere distinti i diversi piani dell'ipotesi investigativa, della contestazione, della decisione cautelare e dell'accertamento definitivo della responsabilità: solo quest'ultimo, eventuale e successivo, potrà affermare la colpevolezza.

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