Bari aderisce al progetto "Up Level 18/30": l'autonomia e l'inclusione lavorativa per i giovani con disabilità

Il comune collaborerà con il sistema dei servizi sociali e socio-sanitari

venerdì 28 agosto 2026 14.08
Su proposta dell'assessore alla Giustizia e al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone, la giunta comunale ha approvato ieri l'adesione della Città di Bari al progetto "UP LEVEL 18/30 - Ecosistema Metropolitano del Progetto di Vita", presentato dall'APS Progetto Pleiadi ETS nell'ambito dell'avviso nazionale "Vita & Opportunità - Un futuro migliore di valore per tutti", promosso dal Dipartimento per le Politiche in favore delle Persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L'adesione alla rete di progetto nasce a esito dell'istruttoria condotta dal settore Servizi sociali, a seguito dell'avviso pubblico promosso dal Comune per l'individuazione della proposta progettuale cui l'amministrazione avrebbe partecipato: alla scadenza dell'avviso è pervenuta una sola manifestazione di interesse presentata proprio da Progetto Pleiadi, che ha successivamente integrato la proposta sulla base delle richieste formulate dai competenti uffici comunali.

UP LEVEL 18/30 punta alla costruzione di un modello integrato di "progetto di vita" rivolto a giovani adulti con disabilità, intervenendo su alcune dimensioni fondamentali dell'autonomia e dell'inclusione: l'autonomia personale, domestica e abitativa, la vita indipendente, l'orientamento e lo sviluppo delle competenze professionali, i tirocini e l'accompagnamento all'inserimento lavorativo, la partecipazione sociale e la cittadinanza attiva.

Il progetto prevede, inoltre, l'organizzazione di laboratori relazionali ed espressivi, il coinvolgimento delle famiglie e dei caregiver, attività di monitoraggio e valutazione degli impatti e, soprattutto, la costruzione di una rete territoriale stabile e replicabile. La sperimentazione avrà, infatti, come territorio principale la città di Capurso, con l'obiettivo di sviluppare un modello di dimensione metropolitana, potenzialmente trasferibile in altri Comuni dell'area metropolitana di Bari.

In questo quadro, la Città di Bari svolgerà un ruolo di raccordo istituzionale e territoriale, collaborando con il sistema dei servizi sociali e socio-sanitari, contribuendo al collegamento della rete territoriale e favorendo la diffusione e la trasferibilità del modello.

«Con questa iniziativa - commenta Michelangelo Cavone - sosteniamo una sperimentazione che punta a costruire un modello integrato di Progetto di Vita per i giovani adulti con disabilità, connettendo autonomia abitativa, inclusione lavorativa e partecipazione alla vita della comunità.
Il ruolo del Comune di Bari sarà quello di favorire il raccordo tra la rete progettuale e il sistema dei servizi sociali e sociosanitari territoriali, affinché l'esperienza possa essere documentata, trasferita e progressivamente diffusa.
Vogliamo costruire un modello metropolitano che ribalti la prospettiva: non più persone con disabilità destinatarie passive di assistenza, ma protagoniste delle proprie scelte, della propria autonomia e del proprio futuro».


Si precisa che l'adesione alla rete progettuale non comporta l'assunzione del ruolo di capofila o di soggetto attuatore, né attribuisce al Comune attività operative o gestionali che restano in capo al soggetto attuatore. Le attività progettuali oggetto della candidatura ministeriale avranno una durata massima di 36 mesi, secondo quanto previsto dall'avviso nazionale.