Accordi tra mafia e politica a Bari: l'Antimafia chiede 24 condanne
Lo stralcio nato dall'indagine "Codice interno" sui rapporti tra mafia e politica. Il boss Giovanni Palermiti rischia altri 18 anni
sabato 10 gennaio 2026
10.35
24 condanne e un'assoluzione: sono queste le richieste avanzate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari nell'ambito del processo stralcio, con la formula del giudizio abbreviato, nato dalla nota inchiesta "Codice Interno", sui presunti legami tra la criminalità organizzata, politica e il mondo dell'imprenditoria barese.
Le pene richieste variano dai 6 mesi ai 20 anni per i reati contestati, a vario titolo, di associazione mafiosa, spaccio di droga, tentativo di omicidio, detenzione di armi, turbativa d'asta e estorsioni. La condanna più alta (20 anni) è stata chiesta per Antonio Busco; 18 anni per Riccardo Campanale e per Giovanni Palermiti; 15 anni e 6 mesi per Radames Parisi, 13 anni e 4 mesi per Filippo Mineccia e Giuseppe Signorile. 4 anni sono stati chiesti per Tommy Parisi, figlio del boss Savino.
Nell'ambito della stessa inchiesta, l'ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri è stato condannato in primo grado, col giudizio abbreviato, nel settembre scorso, alla pena di 9 anni con l'accusa di scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Per l'accusa, avrebbe raccolto voti a pagamento da esponenti di tre clan del capoluogo barese (Parisi, Strisciuglio e Montani) per favorire l'elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso, nel corso delle elezioni comunali del 2019.
Adesso anche uno stralcio dell'indagine sui presunti accordi tra mafia, politica e imprenditoria della città, quello riguardante gli affari illeciti dei clan del quartiere Japigia di Bari, si avvia al giudizio di primo grado. Tra le parti civili costituite figura il Comune di Bari. La prossima udienza è fissata per il prossimo 6 febbraio.
Le pene richieste variano dai 6 mesi ai 20 anni per i reati contestati, a vario titolo, di associazione mafiosa, spaccio di droga, tentativo di omicidio, detenzione di armi, turbativa d'asta e estorsioni. La condanna più alta (20 anni) è stata chiesta per Antonio Busco; 18 anni per Riccardo Campanale e per Giovanni Palermiti; 15 anni e 6 mesi per Radames Parisi, 13 anni e 4 mesi per Filippo Mineccia e Giuseppe Signorile. 4 anni sono stati chiesti per Tommy Parisi, figlio del boss Savino.
Nell'ambito della stessa inchiesta, l'ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri è stato condannato in primo grado, col giudizio abbreviato, nel settembre scorso, alla pena di 9 anni con l'accusa di scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Per l'accusa, avrebbe raccolto voti a pagamento da esponenti di tre clan del capoluogo barese (Parisi, Strisciuglio e Montani) per favorire l'elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso, nel corso delle elezioni comunali del 2019.
Adesso anche uno stralcio dell'indagine sui presunti accordi tra mafia, politica e imprenditoria della città, quello riguardante gli affari illeciti dei clan del quartiere Japigia di Bari, si avvia al giudizio di primo grado. Tra le parti civili costituite figura il Comune di Bari. La prossima udienza è fissata per il prossimo 6 febbraio.