
Eventi e cultura
Installazione ambientale dell'artista barese Pamela Diamante: domani l'inaugurazione a Palazzo Città
Al centro dell'opera le braccianti agricole del Sud Italia
Bari - venerdì 20 febbraio 2026
15.15 Comunicato Stampa
La Città Metropolitana di Bari inaugura l'installazione ambientale "Le invisibili. Esistenze radicali" dell'artista barese Pamela Diamante, a cura di Roberto Lacarbonara. Il progetto, sostenuto dal PAC2025 – Piano per l'Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è promosso e coordinato dalla Città Metropolitana di Bari. L'installazione sarà visitabile presso la Sala del Colonnato – Palazzo della Città Metropolitana di Bari da domani alle 18.
Al centro dell'opera, le braccianti agricole del Sud Italia: donne spesso invisibili, segnate da disuguaglianze strutturali, disparità salariale e violazioni dei diritti fondamentali. L'installazione nasce da un percorso di ascolto e confronto con lavoratrici migranti, realizzato in collaborazione con ActionAid Italia.
Sedici stele in ferro e ceramica, alte il doppio della statura reale delle lavoratrici coinvolte, restituiscono simbolicamente centralità e visibilità a chi è stato storicamente marginalizzato. Un dispositivo artistico che è insieme denuncia e spazio di parola.
L'opera dialoga con le sculture di Giulio Cozzoli e con i capolavori dedicati al lavoro e alla terra custoditi nella Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto, mettendo in relazione memoria storica e contraddizioni del presente. L'installazione sarà visitabile fino al 21 aprile 2026. Un'occasione per riflettere, attraverso l'arte contemporanea, su dignità, diritti e giustizia sociale.
Al centro dell'opera, le braccianti agricole del Sud Italia: donne spesso invisibili, segnate da disuguaglianze strutturali, disparità salariale e violazioni dei diritti fondamentali. L'installazione nasce da un percorso di ascolto e confronto con lavoratrici migranti, realizzato in collaborazione con ActionAid Italia.
Sedici stele in ferro e ceramica, alte il doppio della statura reale delle lavoratrici coinvolte, restituiscono simbolicamente centralità e visibilità a chi è stato storicamente marginalizzato. Un dispositivo artistico che è insieme denuncia e spazio di parola.
L'opera dialoga con le sculture di Giulio Cozzoli e con i capolavori dedicati al lavoro e alla terra custoditi nella Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto, mettendo in relazione memoria storica e contraddizioni del presente. L'installazione sarà visitabile fino al 21 aprile 2026. Un'occasione per riflettere, attraverso l'arte contemporanea, su dignità, diritti e giustizia sociale.



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