Verso Virtus Francavilla-Bari, D’Errico: «Vogliamo dare continuità. Tifosi? Sono fondamentali»

Il centrocampista: «Il mister mi chiede più fase difensiva. Tanti parlano di noi invece di pensare alle loro squadre»

sabato 23 ottobre 2021 15.09
A cura di Riccardo Resta
«Pensiamo alla partita di domani, il Catanzaro verrà dopo. Nove indisponibili per la Virtus? Non è un nostro problema, dobbiamo essere bravi a non sottovalutare l'avversario. Dobbiamo vincere per noi stessi, non ci deve interessare quello che fanno gli altri. Cerchiamo continuità di risultati e prestazioni». È la carica di Andrea D'Errico, centrocampista biancorosso, alla vigilia di Virtus Francavilla-Bari.

Sarà la terza sfida in una settimana, con in mezzo anche un altro (e molto più sentito) derby: «Con Campobasso e Foggia sono state due partite importanti, però abbiamo una rosa larga e forte in ogni ruolo - prosegue D'Errico. Ci faremo trovare pronti perché dobbiamo portare a casa i 3 punti. Con squadre che giocano a tre o a cinque in mezzo possiamo andare in difficoltà; dobbiamo essere bravi nelle scalate sugli esterni. Il mister dice che la cosa più importante è tener palla noi, ma questo non è possibile per 90'; oggi lavoreremo per capire come fare».
L'ex Monza è diventato fin da subito un punto di riferimento tecnici per il Bari: «In questa squadra ci sono tanti leader, mi fa piacere essere uno di questi - prosegue D'Errico. Mercoledì in panchina c'erano Di Cesare e Antenucci, due elementi importanti; spero e penso di poter dare il mio contributo domani».

Fra le difficoltà della sfida di domani c'è anche il terreno di gioco: «Il campo sintetico non è qualcosa a cui siamo abituati - ricorda il numero 14 biancorosso. Contro Picerno e Potenza eravamo a inizio campionato, non farei paragone. Loro sono un'ottima squadra, aggressiva; dobbiamo essere bravi a trovare soluzioni per sbloccare la partita e magari chiuderla».

Già, chiudere le partite. Forse l'unica pecca evidenziata dal Bari in questo avvio di stagione: «Quando si passa in vantaggio dobbiamo chiudere le partite, non ci possiamo permettere di farlo dopo tre o quattro occasioni. A Campobasso la partita era nelle nostre mani, poi è bastato un rigore per riaprirla. Siamo forti, ma non sempre possiamo trovare il modo per vincerla. Dobbiamo chiuderle».

Parlando del suo rapporto con Mignani, il centrocampista dei galletti spiega: «Faccio "arrabbiare" il mister, ma fa parte del gioco. Mi chiede di fare bene la fase difensiva e io ogni tanto mi addormento; fa bene a riprendermi. In fase offensivo mi lascia libero, però devo essere più decisivo fra assist e goal. A volte tento il dribbling e poi un cross; devo cercare la giocata per i miei compagni, non quella più difficile. Spero di far vedere al più presto il D'Errico di Monza».

Oltre 20mila persone contro il Foggia, una bella sensazione per i biancorossi in campo dopo quasi due anni a porte chiuse: «Ringrazio il pubblico che c'era nella partita con il Foggia, è stato bellissimo - racconta D'Errico. Spero che vengano sempre numerosi. Nella partita abbiamo trovato difficoltà perché il Foggia dà pochi riferimenti ed è bravo a girare la palla da destra a sinistra. Noi giocando con tre centrocampisti e zero esterni potevamo soffrire; abbiamo fatto una gara meno brillante del solito, ma abbiamo creato. Potevamo chiuderla, compresa la mia occasione, ma se non riesci a vincere è sempre meglio portare a casa un punto. Quando le altre giocano contro di noi ne parlano anche cinque o sei giorni dopo la partita; noi l'abbiamo archiviata e pensiamo al Francavilla».

D'Errico che è diventato un idolo della tifoseria tanto per le sue giocate in campo, quanto per il gesto di regalare la maglia a un bambino che gliela chiedeva con un cartellone: «Con questi gesti avvicini le persone alla squadra, noi abbiamo bisogno di loro - le parole del diretto interessato. Il gruppo è fondamentale, le prime partite le abbiamo vinte così. Chi entra fa la differenza, noi ci mettiamo sempre il cuore e questo è quello che fa innamorare i tifosi. Sappiamo che abbiamo dato il 60% del nostro potenziale. Quando inizi un percorso con tanti giocatori nuovi, e ci vuole tempo. Se riesci a bruciare le tappe è perché c'è un grande gruppo, e quando ci conosceremo meglio faremo ancora di più. si parla tanto del Bari, e molti dovrebbero pensare più alle loro squadre. Non dobbiamo deconcentrarci dal nostro obiettivo: siamo partiti bene, i campionati si vincono a marzo ma siamo sulla strada giusta».

Bari sfavorito dagli arbitri? Sì, ma niente alibi: «Non parlo mai degli arbitri, però è vero che ci stanno un po' sfavorendo. Anche a Campobasso il rigore era dubbio, con il Foggia uno e mezzo non ce l'hanno fischiato. La squadra forte, però, non si attacca agli episodi», conclude D'Errico.