Longo su sconfitta a Mantova: «Nel secondo tempo eravamo sulle gambe»
Preoccupazione dell'allenatore per la rosa a disposizione. Non c'è tempo prima della sfida allo Spezia
sabato 7 febbraio 2026
17.20
Brutta sconfitta del Bari a Mantova, battuto per 2-1 e sempre più in fondo alla classifica. La gara è stata analizzata dall'allenatore Moreno Longo.
«Nel primo tempo - ha detto il tecnico piemontese - la squadra ha tenuto il campo bene, nonostante fosse una gara con grande fisicità tra due squadre speculari. Non mi è piaciuto il secondo tempo con troppi giocatori sulle gambe. Ne avrei dovuti cambiare altri quattro o cinque, il Mantova arrivava prima non per atteggiamento, ma per debito fisico. Un fatto preoccupante perché arrivano partite ravvicinate. Dobbiamo fare con quello che abbiamo in queste partite ravvicinate. Speriamo di poter far qualcosa di diverso da questo secondo tempo».
Stuzzicato dalle domande dei giornalisti, Longo ha rimarcato il dato sulla sofferenza quasi costante nella seconda parte di gara: «Dalla panchina percezione che caliamo alla distanza - ha ammesso -. Non abbiamo tempi per lavorare troppo in questa settimana. Manderemo in campo chi sta meglio e chiederemo sacrificio a giocatori che stanno meglio anche mentalmente. Ad un certo punto ci siamo abbassati quasi scientemente, non mi piace farlo, ma devo trovare una soluzione a questo aspetto».
«Di Cesare - secondo Longo - ha fatto il massimo di ciò che poteva fare rispetto a quanto offriva il mercato. Io mi concentrerei su quello che c'è perché, vista la difficoltà del momento, conta solo quello. Progetto di gioco? Oggi bisogna essere pratici con pochi giorni di lavoro, ci metto la faccia perché sono l'allenatore, ma parlare di progetto di gioco non è pensabile. Sono certamente preoccupato, ma bisogna trovare positività e segnali, anche in queste due partite perse».
Però Longo non nasconde l'ennesimo errore sulla rete partita di Mancuso, colpevolmente lasciato solo al centro dell'area in pieno recupero: «Sul gol abbiamo lavorato male - ha ribadito l'allenatore del Bari -, si poteva lavorare decisamente meglio. Anziché guardare la palla dobbiamo andare a cercare Mancuso, abbiamo ancora questo difetto. La mia scelta è lavorare sull'uomo. Anche col Palermo due grandi gol loro, ma su errori nostri. E queste cose dobbiamo toglierle perché in settimana lavoriamo in maniera diversa».
Ultimo passaggio sull'unica nota positiva, ovvero il marcatore di giornata, da lui fortemente voluto a Bari: «Odenthal per me è un giocatore forte, di altra categoria. Ha avuto crampi perché non giocava 90 minuti da un anno. La difficoltà del mercato di gennaio è che non è come quello di giugno: non hai tempo e devi metterli dentro in poco tempo», è stata la riflessione conclusiva che guarda già ad un futuro prossimo che appare come non mai pieno di incognite e nuvoloni all'orizzonte.
«Nel primo tempo - ha detto il tecnico piemontese - la squadra ha tenuto il campo bene, nonostante fosse una gara con grande fisicità tra due squadre speculari. Non mi è piaciuto il secondo tempo con troppi giocatori sulle gambe. Ne avrei dovuti cambiare altri quattro o cinque, il Mantova arrivava prima non per atteggiamento, ma per debito fisico. Un fatto preoccupante perché arrivano partite ravvicinate. Dobbiamo fare con quello che abbiamo in queste partite ravvicinate. Speriamo di poter far qualcosa di diverso da questo secondo tempo».
Stuzzicato dalle domande dei giornalisti, Longo ha rimarcato il dato sulla sofferenza quasi costante nella seconda parte di gara: «Dalla panchina percezione che caliamo alla distanza - ha ammesso -. Non abbiamo tempi per lavorare troppo in questa settimana. Manderemo in campo chi sta meglio e chiederemo sacrificio a giocatori che stanno meglio anche mentalmente. Ad un certo punto ci siamo abbassati quasi scientemente, non mi piace farlo, ma devo trovare una soluzione a questo aspetto».
«Di Cesare - secondo Longo - ha fatto il massimo di ciò che poteva fare rispetto a quanto offriva il mercato. Io mi concentrerei su quello che c'è perché, vista la difficoltà del momento, conta solo quello. Progetto di gioco? Oggi bisogna essere pratici con pochi giorni di lavoro, ci metto la faccia perché sono l'allenatore, ma parlare di progetto di gioco non è pensabile. Sono certamente preoccupato, ma bisogna trovare positività e segnali, anche in queste due partite perse».
Però Longo non nasconde l'ennesimo errore sulla rete partita di Mancuso, colpevolmente lasciato solo al centro dell'area in pieno recupero: «Sul gol abbiamo lavorato male - ha ribadito l'allenatore del Bari -, si poteva lavorare decisamente meglio. Anziché guardare la palla dobbiamo andare a cercare Mancuso, abbiamo ancora questo difetto. La mia scelta è lavorare sull'uomo. Anche col Palermo due grandi gol loro, ma su errori nostri. E queste cose dobbiamo toglierle perché in settimana lavoriamo in maniera diversa».
Ultimo passaggio sull'unica nota positiva, ovvero il marcatore di giornata, da lui fortemente voluto a Bari: «Odenthal per me è un giocatore forte, di altra categoria. Ha avuto crampi perché non giocava 90 minuti da un anno. La difficoltà del mercato di gennaio è che non è come quello di giugno: non hai tempo e devi metterli dentro in poco tempo», è stata la riflessione conclusiva che guarda già ad un futuro prossimo che appare come non mai pieno di incognite e nuvoloni all'orizzonte.