Il Bari è solo fumo. Al San Nicola passa il Venezia

L'ex Bentivoglio (rigore) e Zigoni condannano i biancorossi

sabato 9 settembre 2017 18.05
A cura di Riccardo Resta
Nello schizofrenico inizio di campionato del Bari cade anche l'ultimo feticcio biancorosso: la squadra di Grosso cede 0-2 al Venezia di Pippo Inzaghi, che al San Nicola segna le prime reti della sua stagione, porta a casa il primo successo dopo il ritorno in Serie B e la sfida tra i due ex campioni del Mondo in maglia azzurra.

Il Bari viene punito ben oltre i suoi demeriti, rimediando la seconda sconfitta consecutiva e riempiendo la borsa di tanti interrogativi che ancora devono trovare risposta. A cominciare dalla concretezza: i biancorossi hanno dominato in lungo e in largo il gioco, finendo però per girare a vuoto in avanti, al cospetto di una difesa chiusa e ben organizzata su cui si è infranta la manovra laboriosa della squadra di Grosso. Il rigore generoso concesso ai veneti e trasformato dall'ex Bentivoglio e la rete rocambolesca di Zigoni non possono bastare per spiegare un risultato figlio di una prova incompiuta, cui è mancato lo spunto più importante. E' certamente un bene che questi difetti stiano emergendo nelle prime fasi del campionato, ma il tecnico barese deve affrettarsi a porvi rimedio, perché la piazza di Bari è celebre per la carestia di pazienza.

Le Scelte

Grosso conferma il 4-3-3 base delle prime uscite stagionali, proponendo però qualche sostanziale variazione negli interpreti. Marrone fa spazio a Basha davanti alla difesa, accomodandosi al centro della terza linea biancorossa al fianco di Capradossi, D'Elia e Fiamozzi. In avanti non c'è spazio dal 1' per Brienza, sostituito da Iocolano a completare il tridente con Improta e Nené.

Nonostante sia famoso come uno dei più feroci centravanti di sempre, da allenatore Inzaghi predilige un assetto più abbottonato, soprattutto in trasferta: ecco, dunque, che il Venezia si schiera con un catenacciaro 3-4-3, in cui gli ex Bentivoglio e Del Grosso fanno la spola sulla fascia tra centrocampo e difesa, a sostegno del tridente offensivo comandato da Zigoni con il supporto di Falzerano e Moreo. In difesa l'ex Milan si affida all'esperienza di Domizzi, Andelkovic e Modolo davanti ad Audero.

Beffa

Fin dalle primissime battute è il Bari a menar le danze, schiacciando il Venezia negli ultimi 30 metri di campo. Inzaghi si affida alla gamba di Suciu in mediana per arginare le offensive baresi, trovando buon gioco nell'imprecisione in manovra della squadra di casa. Basha e Salzano sbagliano l'impossibile in costruzione, e anche D'Elia è stranamente fumoso nel dialogo con l'irrequieto Iocolano, l'unico che prova a puntare l'uomo e creare superiorità sull'esterno. Il Bari prova a non dare punti di riferimento, bloccandosi però al limite dell'area, da dove ci provano prima Nené e Salzano e poi Basha, senza esito.

Fatta sfogare l'irruenza disordinata del Bari, il Venezia viene premiato per la sua pazienza e per la sua tattica solida e accorta: poco prima della mezz'ora Falzerano vince l'uno-contro-uno con D'Elia, che entra scompostamente, prende un po' di palla e un po' di gamba e induce l'impaziente arbitro Marinelli a fischiare un rigore non del tutto cristallino. Dal dischetto si presenta "ghiaccio nelle vene" Bentivoglio che spiazza Micai per l'1-0 parziale. La reazione del Bari è tutta in una combinazione sull'asse destra Fiamozzi-Tello, ma il colombiano spara tra le braccia di Audero.

Pasticcio Bari, Zigoni la chiude

Il Bari incassa il colpo e nella ripresa si presenta subito più vivace: al 4' è il solito Iocolano a scuotere i compagni, ma il suo destro a giro dal vertice dell'area si infrange su una parata super dell'estremo ospite. Resta, però, un fuoco di paglia, perché il Venezia continua a non scomporsi, ad attendere l'avversario nella sua tana e a provare al colpire in contropiede: al 12' Moreo e Zigoni approfittano dell'immobilismo della coppia centrale biancorossa e il centravanti veneto ha tutto l'agio di appoggiare alle spalle di Micai il 2-0.

Grosso prova a correre ai ripari, togliendo Salzano, Nené e Iocolano per Brienza, Floro Flores e Cissé, ma la situazione è ormai compromessa: il Bari non riesce a rimediare nulla più di qualche confusa mischia in area e un'occasione buona con Floro, che spreca un assist visionario di Brienza sparando addosso ad Audero in uscita.

E' di fatto l'ultimo sussulto della partita, che nel finale si anima solo della girandola di cambi di Inzaghi, più per far correre il cronometro che per reali esigenze. Il Venezia porta a casa tre punti importantissimi, lasciando il Bari a metà del guado a interrogarsi sulle troppe cose andate storte.