Euro 2032, Leccese spegne gli entusiasmi: «Per adeguare San Nicola costi non alla nostra portata»
Era stato la scorsa settimana dal Ministro Abodi a Roma
lunedì 30 marzo 2026
15.38
«Per Euro 2032 strada molto in salita».
Parola del sindaco di Bari, Vito Leccese, ospite negli studi di Radio Bari. Il primo cittadino ha ribadito come la sua amministrazione sia fondamentalmente scettica sulla possibilità di arrivare a soddisfare tutti i requisiti richiesti dall'UEFA per ospitare allo stadio San Nicola alcune partite dei Campionati Europei di calcio del 2032, che l'Italia sta organizzando con la Turchia.
Per Leccese (lo aveva in realtà già affermato anche la scorsa settimana, Bari è dotato di «un impianto bellissimo dal punto di vista architettonico, ma penso ormai sia poco funzionale alle esigenze dell'oggi, che sono cambiate rispetto ad alcuni anni fa. Per adeguarlo - ha spiegato - ai 138 requisiti richiesti dall'UEFA è stata fatta una stima di spesa e si toccano i 270 milioni di euro. Una cifra - è la doccia gelata per gli sportivi e gli appassionati - non alla nostra portata».
Grazie al Senatore Filippo Melchiorre, il primo cittadino barese aveva incontrato la scorsa settimana il Ministro dello Sport, Andrea Abodi per comprendere quanto il Governo nazionale potesse sostenere i progetti di rilancio di alcuni impianti già esistenti sul territorio nazionale. Un incontro giudicato proficuo da centrosinistra e centrodestra, ma l'impressone è che l'amministrazione barese non intenda accelerare e non ritenga (sbagliando?) quella di Euro 2032 a Bari una priorità assoluta.
Va comunque considerato che l'Italia potrà ospitare gare in soli cinque impianti ed al momento sembrano certi solo lo Juventus Stadium di Torino e probabilmente l'Olimpico o lo stadio che la Roma edificherà a Pietralata, oltre al nuovo "Meazza" a San Siro. Al Sud i problemi maggiori per un criterio di distribuzione geografica: Napoli è indietro anche se i De Laurentiis hanno abbozzato un progetto, Palermo potrebbe coprire il "Barbera" ma ci sono tanti altri standard da soddisfare e Bari è nella situazione sopra descritta. Non un bel biglietto da visita per il nostro Paese, indietrissimo rispetto al resto d'Europa sugli impianti sportivi.
Parola del sindaco di Bari, Vito Leccese, ospite negli studi di Radio Bari. Il primo cittadino ha ribadito come la sua amministrazione sia fondamentalmente scettica sulla possibilità di arrivare a soddisfare tutti i requisiti richiesti dall'UEFA per ospitare allo stadio San Nicola alcune partite dei Campionati Europei di calcio del 2032, che l'Italia sta organizzando con la Turchia.
Per Leccese (lo aveva in realtà già affermato anche la scorsa settimana, Bari è dotato di «un impianto bellissimo dal punto di vista architettonico, ma penso ormai sia poco funzionale alle esigenze dell'oggi, che sono cambiate rispetto ad alcuni anni fa. Per adeguarlo - ha spiegato - ai 138 requisiti richiesti dall'UEFA è stata fatta una stima di spesa e si toccano i 270 milioni di euro. Una cifra - è la doccia gelata per gli sportivi e gli appassionati - non alla nostra portata».
Grazie al Senatore Filippo Melchiorre, il primo cittadino barese aveva incontrato la scorsa settimana il Ministro dello Sport, Andrea Abodi per comprendere quanto il Governo nazionale potesse sostenere i progetti di rilancio di alcuni impianti già esistenti sul territorio nazionale. Un incontro giudicato proficuo da centrosinistra e centrodestra, ma l'impressone è che l'amministrazione barese non intenda accelerare e non ritenga (sbagliando?) quella di Euro 2032 a Bari una priorità assoluta.
Va comunque considerato che l'Italia potrà ospitare gare in soli cinque impianti ed al momento sembrano certi solo lo Juventus Stadium di Torino e probabilmente l'Olimpico o lo stadio che la Roma edificherà a Pietralata, oltre al nuovo "Meazza" a San Siro. Al Sud i problemi maggiori per un criterio di distribuzione geografica: Napoli è indietro anche se i De Laurentiis hanno abbozzato un progetto, Palermo potrebbe coprire il "Barbera" ma ci sono tanti altri standard da soddisfare e Bari è nella situazione sopra descritta. Non un bel biglietto da visita per il nostro Paese, indietrissimo rispetto al resto d'Europa sugli impianti sportivi.