Bari-Potenza, Rastelli: «Mi tengo stretto il pari»
Per il tecnico biancorosso era «importante muovere la classifica»
mercoledì 16 settembre 2026
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Prestazione opaca del Bari nella sfida infrasettimanale contro il Potenza. La gara è finita 0-0, ma a recriminare di più per le occasioni avute sono i lucani, a parte la traversa colpita da Butic nel primo tempo.
Nel postpartita è arrivata l'analisi di mister Massimo Rastelli: «È stata una partita aperta soprattutto nel primo tempo - ha detto ai giornalisti -, con occasioni da una parte e dall'altra, loro con tiri più dalla distanza, noi con occasioni più nitide colpendo una traversa. Però in alcune occasioni abbiamo perso lucidità, regalando troppe palle contro una squadra che ha velocità e capacità di ribaltare l'azione incredibili. Solo la capacità dei ragazzi ci ha permesso di resistere e ci teniamo stretto questo punto».
Rastelli ha spiegato che, con impegni ravvicinati costantemente dal 16 agosto, il Potenza era l'avversario peggiore, per caratteristiche, che il Bari potesse affrontare, soprattutto a quattro giorni dal successo di Altamura.
Il tecnico biancorosso ha evidenziato la scarsa lucidità in fase di riproposizione del gioco, con un centrocampo in ombra, spesso secondo sui palloni contesi. «Avevamo anche defezioni importanti - ha spiegato Rastelli - ed alla lunga poi le paghi anche nella gestione della gara. Abbiamo perso Celli, Burgio e poi Gomez e sono giocatori che non puoi regalare a nessuno. È chiaro dunque che il Potenza abbia fatto un'ottima gara e potesse portare a casa i tre punti, quindi mi tengo stretto il pari».
Quanto a Gomez, l'allenatore del Bari ha spiegato che il centravanti ha avuto un affaticamento a poche ore dal match (comunicarlo prima avrebbe facilitato il lavoro di noi giornalisti) e che nell'ottica delle tre partite in otto giorni si è preferito risparmiarlo in vista della gara di Picerno contro il Sorrento.
Rastelli ha quindi riproposto a Bari la parola "pressione", spiegando che i ragazzi non sentono la pressione esterna, non essendoci tifosi allo stadio, ma quella interna al gruppo per far bene in una piazza importante del calcio italiano. «Non vuol essere assolutamente un alibi», ha quindi specificato ai giornalisti.
Male dunque la gestione della palla per mister Rastelli e «quando ti allunghi poi squadre come il Potenza diventano pericolose. Solo l'esperienza del reparto difensivo ha fatto sì che riuscissimo a pareggiarla», ha rimarcato ancora una volta. «La condizione ancora non c'è del tutto per molti - ha evidenziato in chiusura - e non averla non ti dà continuità di rendimento. Alcune partite le fai molto bene, altre meno. Ci manca omogeneità di condizione, ci sono ragazzi arrivati dopo che pagano dazio con partite ravvicinate», ha concluso Rastelli.
Nel postpartita è arrivata l'analisi di mister Massimo Rastelli: «È stata una partita aperta soprattutto nel primo tempo - ha detto ai giornalisti -, con occasioni da una parte e dall'altra, loro con tiri più dalla distanza, noi con occasioni più nitide colpendo una traversa. Però in alcune occasioni abbiamo perso lucidità, regalando troppe palle contro una squadra che ha velocità e capacità di ribaltare l'azione incredibili. Solo la capacità dei ragazzi ci ha permesso di resistere e ci teniamo stretto questo punto».
Rastelli ha spiegato che, con impegni ravvicinati costantemente dal 16 agosto, il Potenza era l'avversario peggiore, per caratteristiche, che il Bari potesse affrontare, soprattutto a quattro giorni dal successo di Altamura.
Il tecnico biancorosso ha evidenziato la scarsa lucidità in fase di riproposizione del gioco, con un centrocampo in ombra, spesso secondo sui palloni contesi. «Avevamo anche defezioni importanti - ha spiegato Rastelli - ed alla lunga poi le paghi anche nella gestione della gara. Abbiamo perso Celli, Burgio e poi Gomez e sono giocatori che non puoi regalare a nessuno. È chiaro dunque che il Potenza abbia fatto un'ottima gara e potesse portare a casa i tre punti, quindi mi tengo stretto il pari».
Quanto a Gomez, l'allenatore del Bari ha spiegato che il centravanti ha avuto un affaticamento a poche ore dal match (comunicarlo prima avrebbe facilitato il lavoro di noi giornalisti) e che nell'ottica delle tre partite in otto giorni si è preferito risparmiarlo in vista della gara di Picerno contro il Sorrento.
Rastelli ha quindi riproposto a Bari la parola "pressione", spiegando che i ragazzi non sentono la pressione esterna, non essendoci tifosi allo stadio, ma quella interna al gruppo per far bene in una piazza importante del calcio italiano. «Non vuol essere assolutamente un alibi», ha quindi specificato ai giornalisti.
Male dunque la gestione della palla per mister Rastelli e «quando ti allunghi poi squadre come il Potenza diventano pericolose. Solo l'esperienza del reparto difensivo ha fatto sì che riuscissimo a pareggiarla», ha rimarcato ancora una volta. «La condizione ancora non c'è del tutto per molti - ha evidenziato in chiusura - e non averla non ti dà continuità di rendimento. Alcune partite le fai molto bene, altre meno. Ci manca omogeneità di condizione, ci sono ragazzi arrivati dopo che pagano dazio con partite ravvicinate», ha concluso Rastelli.