Anche Petruzzelli si defila sul titolo sportivo ai De Laurentiis
Duro post Facebook contro la proprietà del Bari
In sintesi massima è questa la posizione di Pietro Petruzzelli, ex assessore allo Sport della Giunta Decaro, tifosissimo del Bari e uno di coloro i quali accolsero con giubilo l'avvento dell'era De Laurentiis nel capoluogo.
Ma nelle ultime ore (prima Vito Leccese, poi lui, poi Antonio Decaro stesso) a sinistra sembra una continua fuga in avanti per prendere le distanze da ciò che loro stessi decisero. Con ragionamenti a nostro avviso impeccabili, ma appare sempre più un tentativo di dimostrare alla piazza di aver fatto tutto il possibile per evitare il disastro, non solo sportivo, maturato venerdì 22 maggio a Bolzano.
Petruzzelli è duro in un suo post social pubblicato alcune ore fa ed appare chiaro che il PD e la sinistra barese abbiano ormai interrotto definitivamente l'idillio con Aurelio e Luigi De Laurentiis. Dura e netta presa di distanza: non avete fatto ciò che ci aspettavamo, non è più tempo per voi a Bari e ci vuole chiarezza dalla Filmauro, sembrerebbe dire l'assessore di Decaro prima e di Leccese poi. Di chi ha consegnato il titolo sportivo prima e di chi poi ha costruito un nuovo bando per la gestione del San Nicola che sembra facilitarli e non metterli all'angolo.
Questo il testo completo scritto da Petruzzelli nella giornata di sabato 23 maggio.
Non è retrocesso solo il SSC Bari.
Ieri è stata umiliata una città intera. Una piazza che vive di calcio, che soffre, che ama questi colori come si amano le cose di famiglia. Bari non merita questo scempio. Bari non merita anni di promesse vuote, silenzi imbarazzanti, programmi mai realizzati e una gestione che ha dato troppo spesso l'impressione di considerare questa maglia come un peso secondario, mai come una missione.
Da uomo delle istituzioni , e soprattutto da uomo che quella curva l'ha vissuta e continua a viverla da tifoso, sento il dovere di parlare con sincerità.
Quando il club fallì, tutti noi avevamo una sola priorità: salvare il calcio a Bari ed evitare che una storia ultracentenaria sparisse definitivamente. In quel momento si fece una scelta che allora appariva la più solida possibile per garantire continuità e ripartenza.
La retrocessione in Serie C non è una fatalità. Non è sfortuna. Non è colpa dei tifosi, che hanno continuato a riempire lo stadio anche dopo delusioni atroci. Questa retrocessione ha nomi e cognomi. La responsabilità è della famiglia De Laurentiis, che in questi anni non ha mai davvero compreso cosa rappresenti Bari. Non hanno capito l'orgoglio di questa terra, la fame di riscatto di una tifoseria che chiede rispetto prima ancora dei risultati.
Avete gestito il Bari senza anima, senza ambizione, senza un progetto degno di una città da quasi un milione di persone. Dopo la finale persa col Cagliari, invece di costruire, avete smantellato. Invece di alzare il livello, avete abbassato le aspettative. E oggi il conto lo paga un popolo intero.
Adesso basta comunicati freddi. Basta frasi di circostanza. Bari pretende chiarezza. La città merita di sapere quali siano le reali intenzioni della proprietà. Perché se non esiste la volontà di investire davvero, di lottare davvero, di riportare questa maglia dove merita, allora abbiate almeno il coraggio di fare un passo indietro.
Vendete il Bari. Subito.
Restituite questa squadra a chi abbia fame, competenza e rispetto per questa città. Perché il Bari non è una succursale, non è un passatempo, non è un asset da amministrare al minimo indispensabile. Il Bari è appartenenza, identità.