XI Congresso regionale Uil Pensionati a Bari: al centro l’intelligenza artificiale e gli anziani
Tiziana Carella confermata segretaria generale
martedì 3 marzo 2026
16.42
L'intelligenza artificiale ha già fatto irruzione nelle nostre vite, ma quanto incide nelle giornate di un anziano, fatte spesso non solo di rassicurante routine ma anche di problemi concreti da affrontare, specie se relativi alla salute? E' quanto si è approfondito a Bari nella due giorni di lavoro all'Hotel Nikolaus nel XI Congresso regionale della Uil Pensionati Puglia ("Anziani protagonisti del futuro – Governare l'intelligenza artificiale al servizio delle persone"), al termine del quale Tiziana Carella è stata rieletta segretaria generale per il prossimo quadriennio. Eletti anche gli organismi statutari.
«L'intelligenza artificiale – ha spiegato la segretaria – non è una questione del futuro, non è un argomento per soli tecnici o per le grandi aziende tecnologiche: è una realtà che sta già incidendo sulla vita quotidiana dei pensionati pugliesi». Certamente, quello tra anziani e intelligenza artificiale è un binomio di non facile convivenza, soprattutto in una regione come la Puglia, che è anagraficamente una delle più vecchie d'Italia con gli over 65 che sono il 24,7% dei residenti. Ma la necessità di approfondire la questione dell'IA nasce dal fatto che la percentuale è in realtà un trend in crescita costante. Che va quindi affrontato.
Nell'ambito del congresso c'è stato un momento conoscitivo, nel quale il docente universitario Michele Baldassare, coordinatore del dottorato in Potenziamento delle innovazioni digitali del Dipartimento For.Spi.Com. dell'università "Aldo Moro", ha spiegato come dell'intelligenza artificiale non si deve aver timore, ma piuttosto si deve "capire". Ovvero se ne deve spiegare l'utilizzo affinché diventi gestibile e non "pericolosa".
Insomma, l'intelligenza artificiale può realmente diventare un ponte tra sanità territoriale e vita sociale se viene messa al servizio della persona e non del profitto, se è guidata da scelte politiche e sindacali chiare, se è regolata da principi di equità, trasparenza e inclusione: «Pensiamo, ad esempio, alla possibilità di rafforzare l'assistenza domiciliare attraverso sistemi di monitoraggio a distanza – è stato detto durante il convegno – facilitare la comunicazione tra medico di base, specialisti e servizi sociali, di prevenire ricoveri inutili, grazie all'analisi dei dati sanitari. Pensiamo agli strumenti che possono favorire la socialità, la partecipazione culturale, l'accesso all'informazione, contrastando l'isolamento che colpisce tanti anziani, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne della nostra regione».
Nel trarre le conclusioni, il segretario generale nazionale della Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo, ha messo in guardia sui pericoli che potrebbero derivare se l'innovazione invece di essere governata, venisse subita: «L'IA sia uno strumento al servizio della persona, non il contrario. Serve – ha detto – formazione digitale per gli anziani, perché innovazione senza inclusione crea disuguaglianze. Se non si investe in alfabetizzazione digitale, può generare esclusione se i servizi diventano solo online; può diffondere informazioni false, manipolazioni, truffe ai danni delle persone più fragili. Senza considerare le inevitabili ricadute sul mercato del lavoro.
L'intelligenza artificiale non deve lasciare indietro gli anziani, ma deve aiutarli a vivere meglio. Se ben governata, può diventare uno strumento utile a migliorare la vita delle persone anziane. Può facilitare la presa in carico, ridurre le liste d'attesa, migliorare l'assistenza domiciliare. La sanità territoriale deve essere rafforzata anche attraverso strumenti intelligenti e accessibili. Gli anziani non sono spettatori del futuro: sono e vogliono continuare a essere attori del cambiamento. Governare l'IA significa difendere diritti, dignità e qualità della vita. Il progresso è vero solo quando migliora la vita delle persone. Di tutte le età».
Quindi, è il messaggio del congresso, la transizione tecnologica può diventare un'opportunità per tutti, sul piano occupazionale per i giovani, di miglioramento della qualità della vita per gli anziani. A patto che sia accompagnata da politiche formative adeguate e da una programmazione lungimirante. La tecnologia deve ridurre le distanze, non ampliarle.
«L'intelligenza artificiale – ha spiegato la segretaria – non è una questione del futuro, non è un argomento per soli tecnici o per le grandi aziende tecnologiche: è una realtà che sta già incidendo sulla vita quotidiana dei pensionati pugliesi». Certamente, quello tra anziani e intelligenza artificiale è un binomio di non facile convivenza, soprattutto in una regione come la Puglia, che è anagraficamente una delle più vecchie d'Italia con gli over 65 che sono il 24,7% dei residenti. Ma la necessità di approfondire la questione dell'IA nasce dal fatto che la percentuale è in realtà un trend in crescita costante. Che va quindi affrontato.
Nell'ambito del congresso c'è stato un momento conoscitivo, nel quale il docente universitario Michele Baldassare, coordinatore del dottorato in Potenziamento delle innovazioni digitali del Dipartimento For.Spi.Com. dell'università "Aldo Moro", ha spiegato come dell'intelligenza artificiale non si deve aver timore, ma piuttosto si deve "capire". Ovvero se ne deve spiegare l'utilizzo affinché diventi gestibile e non "pericolosa".
Insomma, l'intelligenza artificiale può realmente diventare un ponte tra sanità territoriale e vita sociale se viene messa al servizio della persona e non del profitto, se è guidata da scelte politiche e sindacali chiare, se è regolata da principi di equità, trasparenza e inclusione: «Pensiamo, ad esempio, alla possibilità di rafforzare l'assistenza domiciliare attraverso sistemi di monitoraggio a distanza – è stato detto durante il convegno – facilitare la comunicazione tra medico di base, specialisti e servizi sociali, di prevenire ricoveri inutili, grazie all'analisi dei dati sanitari. Pensiamo agli strumenti che possono favorire la socialità, la partecipazione culturale, l'accesso all'informazione, contrastando l'isolamento che colpisce tanti anziani, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne della nostra regione».
Nel trarre le conclusioni, il segretario generale nazionale della Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo, ha messo in guardia sui pericoli che potrebbero derivare se l'innovazione invece di essere governata, venisse subita: «L'IA sia uno strumento al servizio della persona, non il contrario. Serve – ha detto – formazione digitale per gli anziani, perché innovazione senza inclusione crea disuguaglianze. Se non si investe in alfabetizzazione digitale, può generare esclusione se i servizi diventano solo online; può diffondere informazioni false, manipolazioni, truffe ai danni delle persone più fragili. Senza considerare le inevitabili ricadute sul mercato del lavoro.
L'intelligenza artificiale non deve lasciare indietro gli anziani, ma deve aiutarli a vivere meglio. Se ben governata, può diventare uno strumento utile a migliorare la vita delle persone anziane. Può facilitare la presa in carico, ridurre le liste d'attesa, migliorare l'assistenza domiciliare. La sanità territoriale deve essere rafforzata anche attraverso strumenti intelligenti e accessibili. Gli anziani non sono spettatori del futuro: sono e vogliono continuare a essere attori del cambiamento. Governare l'IA significa difendere diritti, dignità e qualità della vita. Il progresso è vero solo quando migliora la vita delle persone. Di tutte le età».
Quindi, è il messaggio del congresso, la transizione tecnologica può diventare un'opportunità per tutti, sul piano occupazionale per i giovani, di miglioramento della qualità della vita per gli anziani. A patto che sia accompagnata da politiche formative adeguate e da una programmazione lungimirante. La tecnologia deve ridurre le distanze, non ampliarle.