Vandalizzata la cappella del cimitero di Santo Spirito. La denuncia della consigliera De Marzo
«Quello che è accaduto riguarda il rispetto per una comunità e per la sua fede»
mercoledì 26 agosto 2026
12.56
«Fa male pensare che qualcuno abbia addirittura scelto proprio la notte che precede la Festa Patronale per entrare in un luogo di preghiera e lasciare dietro di sé distruzione, profanazione e dolore.» Così la consigliera Laura De Marzo.
«Quello che è accaduto nella cappella del cimitero di Santo Spirito non riguarda soltanto un altare, una statua o dei paramenti sacri - ha proseguito la consigliera -. Riguarda il rispetto per una comunità, per la sua fede, per i suoi morti, per una tradizione che appartiene alla storia più profonda di questo territorio.»
«La mia vicinanza più sincera va a don Fabio Campione, don Tommaso Genghi e don Gianni De Robertis, ai fedeli e a tutta la comunità di Santo Spirito, Catino e San Pio, colpita da un gesto che ferisce molto più delle cose materiali distrutte - ha dichiarato -. In quella cappella ci sono passati il dolore di tante famiglie, il ricordo di chi non c'è più, le preghiere dette in silenzio, la speranza cercata nei momenti più difficili. È anche per questo che quanto accaduto fa così male.»
«Chi ha fatto questo forse pensava di lasciare soltanto macerie. In realtà ha ricordato a tutti quanto siano preziose la fede, il rispetto e il sentirsi comunità. E quelle, per fortuna, non si possono né rubare né distruggere.» ha concluso.
«Quello che è accaduto nella cappella del cimitero di Santo Spirito non riguarda soltanto un altare, una statua o dei paramenti sacri - ha proseguito la consigliera -. Riguarda il rispetto per una comunità, per la sua fede, per i suoi morti, per una tradizione che appartiene alla storia più profonda di questo territorio.»
«La mia vicinanza più sincera va a don Fabio Campione, don Tommaso Genghi e don Gianni De Robertis, ai fedeli e a tutta la comunità di Santo Spirito, Catino e San Pio, colpita da un gesto che ferisce molto più delle cose materiali distrutte - ha dichiarato -. In quella cappella ci sono passati il dolore di tante famiglie, il ricordo di chi non c'è più, le preghiere dette in silenzio, la speranza cercata nei momenti più difficili. È anche per questo che quanto accaduto fa così male.»
«Chi ha fatto questo forse pensava di lasciare soltanto macerie. In realtà ha ricordato a tutti quanto siano preziose la fede, il rispetto e il sentirsi comunità. E quelle, per fortuna, non si possono né rubare né distruggere.» ha concluso.