Tumore del pancreas e medicina di genere: all’Istituto Tumori di Bari il premio AMMI

Federica Sommonte ha vinto il XV concorso di ricerca di medicina e farmacologia di genere

lunedì 12 ottobre 2026 15.56
Federica Sommonte, farmacista e ricercatrice sanitaria dell'Istituto Tumori di Bari, ha vinto il XV concorso di ricerca di medicina e farmacologia di genere specifiche indetto dall'AMMI, l'Associazione Mogli Medici Italiani. Il progetto di ricerca, che cerca strade innovative per la diagnosi precoce del tumore del pancreas studiandone le differenze di genere, si è aggiudicato un finanziamento da 10 mila euro. Le attività di ricerca saranno svolte nel laboratorio di farmacologia sperimentale dell'oncologico barese, diretto da Amalia Azzariti.

"Le vescicola extracellulari come firma biologica sesso-specifica nella diagnosi precoce e progressione del carcinoma pancreatico" è il titolo del progetto di ricerca vincitore. Spiega Sommonte «Lo studio si occupa di isolare le vescicole extracellulari da campioni biologici di pazienti affetti da tumore pancreatico. Queste vescicole costituiscono una sorta di sistema di comunicazione delle cellule dell'organismo: studiandole più da vicino, in particolare studiando le differenze uomo-donna, ci auguriamo di avere, in futuro, nuovi biomarcatori della malattia, in modo da poter fare diagnosi sempre più precoci e sempre più precise». Il progetto di ricerca è stato premiato proprio per l'attenzione ai percorsi di diagnosi di genere e alle cure personalizzate e sempre più appropriati, supportando così la medicina basata sulle differenze di genere.

«Questo premio – commenta a riguardo il direttore generale Tommaso Stallone – destinato ai ricercatori under 35, premia non solo l'intuizione di una nostra giovane ricercatrice ma anche, indirettamente, tutto il team di ricerca di farmacologia sperimentale, in un ambito di studi sempre più importante, quale l'oncologia di genere».

«L'oncologia di genere — spiega la direttrice scientifica Raffaella Massafra — analizza l'impatto del sesso biologico e del genere nell'insorgenza e nella cura dei tumori. Questo approccio rappresenta uno degli orientamenti di ricerca del nostro Istituto, anche attraverso l'utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale, e conferma la validità del riconoscimento ottenuto dalla nostra ricercatrice».