Trapianto di linfonodi con tecnica robotica al Policlinico di Bari. Il primo al Sud Italia

Interventi eseguiti da Michele Maruccia e da Rossella Elia

giovedì 12 febbraio 2026 10.57
È stato eseguito per la prima volta al Policlinico di Bari un intervento di trapianto di linfonodi addominali per un linfedema degli arti inferiori completamente con tecnica robotica. Nello stesso tempo operatorio, la fase di prelievo addominale è stata eseguita dall'équipe di chirurgia generale diretta da Angela Pezzola con l'impiego del robot "Da Vinci", mentre le suture microchirurgiche sono state realizzate dall'équipe di Chirurgia Plastica e ricostruttiva del professor Maruccia con l'impiego dell'innovativo sistema Symani, uno dei sistemi più avanzati a livello internazionale per la microchirurgia.

Si tratta della prima volta nel Sud Italia che questa tecnologia viene utilizzata a supporto di interventi di chirurgia ricostruttiva ad alta complessità. In particolare il robot per la chirurgia plastica assistita è dotato di una console che assiste il chirurgo durante le procedure microchirurgiche grazie a strumenti miniaturizzati, i più piccoli al mondo dotati di polso articolato, progettati per operare con estrema precisione su strutture di dimensioni millimetriche.

Il Policlinico di Bari sta, infatti, valutando l'impiego della chirurgia robotica anche nella chirurgia plastica e ricostruttiva, con particolare attenzione ai contesti di maggiore complessità clinica. I primi interventi, realizzati all'interno dell'Unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, diretta da Giuseppe Giudice, sono stati eseguiti da Michele Maruccia e da Rossella Elia, che hanno già completato uno specifico percorso di training e formazione avanzata insieme all'equipe infermieristica dedicata.

«L'introduzione della robotica rappresenta un salto di qualità straordinario per la nostra unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. È il risultato di una visione condivisa che punta su innovazione, formazione e centralità del paziente», evidenzia il direttore dell'unità operativa, Giuseppe Giudice.

Secondo Michele Maruccia, che si è formato e ha effettuato i primi interventi: «La tecnologia robotica ha sicuramente ulteriori potenzialità di sviluppo e potrà essere progressivamente integrata nella pratica clinica, ampliando le indicazioni e migliorando ulteriormente i risultati per i pazienti». Anche Rossella Elia sottolinea l'importanza dell'innovazione introdotta: «La robotica applicata non sostituisce il chirurgo, ma ne amplifica le capacità, soprattutto in microchirurgia, dove ogni dettaglio è decisivo».