Test sierologici per docenti, Smi Puglia: «Non negli ambulatori di medicina generale»
Il rappresentante Ludovico Abbaticchio: «Da parte pubblica nessuna risposte alle garanzie a livello nazionale e regionale»
lunedì 31 agosto 2020
«Come SMI confermiamo il no alla proposta di effettuare i test sierologici negli ambulatori dei medici di medicina generale», lo scrive Ludovico Abbaticchio, componente del Sindacato medici italiani Puglia.
«Dalla parte pubblica - prosegue Abbaticchio - non vengono date risposte alle garanzie più volte richieste sia a livello nazionale che regionale: 1) sicurezza per medico e paziente; 2) se si ha necessità di sanificare l'ambulatorio del MMG e il recupero e ritiro quotidiano del materiale utilizzato per test sierologici che sia a carico costi delle Asl; 3) disponibilità del medico a effettuare test presso il distretto o istituto scolastico attraverso idonea organizzazione tra Asl e scuola».
Per Abbaticchio: «Resta fermo che questa è una richiesta pubblica di impegno extracontrattuale che viene fatta ai medici che oltre a dare impegno volontario(su cui nessuno si vuol sottrarre)devono continuare a svolgere il proprio lavoro e prepararsi alle sedute vaccinatorie antinfluenzali. Non vengono date le garanzie minime richieste e fa specie il totale silenzio della parte pubblica sulle nostre proposte. In più abbiamo ribadito che all'operatore scolastico, docente e non, qualora il medico non sia disponibile sia data l'alternativa per effettuare il tampone nelle strutture ospedaliere e i distretti sanitari preposti per legge, onde evitare disagio e inutili contenziosi con i medici non disponibili. Riteniamo che il tempo e il metodo adottato sia stato e sarà fallimentare, perché la maggioranza dei medici sindacalizzati e non, non stanno aderendo; anche perché la richiesta è fuori contratto e non ci sono le garanzie di tutela come su esposto».
«Abbiamo avute molte vittime in Italia e nessuno (tranne il ministro Speranza nelle sue ultime dichiarazioni) ha tenuto conto del gran lavoro di informazione, di educazione sanitarie e del triage telefonico che è stato con grande senso di responsabilità sociosanitaria portato insieme alla attività di routine che il medico di medicina generale ha svolto in ogni quartiere Italiano. Aspettiamo aperture serie e corrette della parte pubblica. Si chiede altresì che sia detto e scritto con chiarezza ai medici a cui attraverso i distretti sanitari o altri canali siano inviate note sulla questione che la scelta di aderire è totalmente volontaria».
«Dalla parte pubblica - prosegue Abbaticchio - non vengono date risposte alle garanzie più volte richieste sia a livello nazionale che regionale: 1) sicurezza per medico e paziente; 2) se si ha necessità di sanificare l'ambulatorio del MMG e il recupero e ritiro quotidiano del materiale utilizzato per test sierologici che sia a carico costi delle Asl; 3) disponibilità del medico a effettuare test presso il distretto o istituto scolastico attraverso idonea organizzazione tra Asl e scuola».
Per Abbaticchio: «Resta fermo che questa è una richiesta pubblica di impegno extracontrattuale che viene fatta ai medici che oltre a dare impegno volontario(su cui nessuno si vuol sottrarre)devono continuare a svolgere il proprio lavoro e prepararsi alle sedute vaccinatorie antinfluenzali. Non vengono date le garanzie minime richieste e fa specie il totale silenzio della parte pubblica sulle nostre proposte. In più abbiamo ribadito che all'operatore scolastico, docente e non, qualora il medico non sia disponibile sia data l'alternativa per effettuare il tampone nelle strutture ospedaliere e i distretti sanitari preposti per legge, onde evitare disagio e inutili contenziosi con i medici non disponibili. Riteniamo che il tempo e il metodo adottato sia stato e sarà fallimentare, perché la maggioranza dei medici sindacalizzati e non, non stanno aderendo; anche perché la richiesta è fuori contratto e non ci sono le garanzie di tutela come su esposto».
«Abbiamo avute molte vittime in Italia e nessuno (tranne il ministro Speranza nelle sue ultime dichiarazioni) ha tenuto conto del gran lavoro di informazione, di educazione sanitarie e del triage telefonico che è stato con grande senso di responsabilità sociosanitaria portato insieme alla attività di routine che il medico di medicina generale ha svolto in ogni quartiere Italiano. Aspettiamo aperture serie e corrette della parte pubblica. Si chiede altresì che sia detto e scritto con chiarezza ai medici a cui attraverso i distretti sanitari o altri canali siano inviate note sulla questione che la scelta di aderire è totalmente volontaria».