Sindrome emolitico-uremica a 45 giorni dopo un contagio legato al latte crudo: salvato al Giovanni XXIII di Bari

Il piccolo, che non aveva assunto direttamente alimenti contaminati, ora è fuori pericolo

venerdì 25 settembre 2026 14.21
A soli 45 giorni è arrivato al Giovanni XXIII in condizioni gravissime per una Sindrome emolitico-uremica da Escherichia coli. Ricoverato in Rianimazione pediatrica, ha richiesto manovre rianimatorie e dialisi intensiva quotidiana. Grazie alle cure e al lavoro d'équipe, il piccolo ha progressivamente recuperato ed è ora fuori pericolo e in dimissione.

Il piccolo non aveva assunto direttamente alimenti contaminati: secondo le indagini epidemiologiche condotte dall'unità operativa di Igiene del Policlinico di Bari e successivamente confermate dall'Istituto Superiore di Sanità, l'infezione sarebbe avvenuta per trasmissione interumana, dopo il consumo di latte crudo.

Cristian Mirabile, direttore rianimazione pediatrica: «Non risultano descritti casi di Sindrome emolitico-uremica in bambini di età così precoce e i pochi casi presenti in letteratura hanno avuto esito infausto. La capacità dell'equipe dei rianimatori e il lavoro integrato con i nefrologi hanno consentito di salvare il piccolo, accompagnandolo verso un progressivo recupero».

Antonio Sanguedolce, direttore generale: «Un risultato reso possibile da un vero lavoro di squadra: Rianimazione, Nefrologia pediatrica e tutte le équipe coinvolte, dai laboratori alla Cardiologia, hanno unito competenze specialistiche per garantire al piccolo cure ad altissima complessità fino al ritorno a casa».

Mario Giordano, direttore Nefrologia pediatrica: «Il protocollo regionale di sorveglianza ci ha permesso di ridurre drasticamente i casi di SEU. Fondamentale resta la prevenzione: evitare latte crudo e derivati nei bambini piccoli e prestare attenzione anche al rischio di trasmissione interumana».

Danny Sivo, direttore sanitario: «Il Giovanni XXIII è al centro di un percorso di rilancio che passa da nuove competenze e investimenti nell'ambito del Polo Pediatrico aziendale. L'arrivo di nuovi direttori, come il dottor Mirabile in Rianimazione pediatrica, rafforza la capacità dell'ospedale di rispondere ai bisogni di salute dei bambini».