Picaro (FdI-ECR): «Decaro chiede allo Stato di riprendersi la sanità: ammette il fallimento della gestione regionale?»
Stoccata dell'europarlamentare di Fratelli d'Italia al governatore
venerdì 30 ottobre 2026
«Le dichiarazioni di Antonio Decaro sulla necessità che lo Stato torni a gestire la sanità rappresentano un'ammissione politica che non può passare inosservata. Dopo anni di governo del centrosinistra in Puglia, viene spontaneo chiedersi se questa richiesta non sia la certificazione del fallimento di un modello che ha mostrato tutte le sue criticità».
Lo dichiara l'europarlamentare di Fratelli d'Italia-ECR, Michele Picaro, intervenendo sulle dichiarazioni di Antonio Decaro relative al sistema sanitario.
«Il Governo Meloni - spiega - ha incrementato i finanziamenti al Servizio sanitario nazionale, destinando ulteriori 2,38 miliardi di euro con la legge di Bilancio 2026. Un impegno che deve accompagnarsi a una gestione efficiente delle risorse da parte delle Regioni. Prima di chiedere nuovi fondi, infatti, sarebbe opportuno fare un bilancio di come siano stati impiegati quelli già disponibili. Basti pensare al caso dell'ospedale Covid alla Fiera del Levante di Bari costato circa 28 milioni di euro. Sarebbe inoltre opportuno che Decaro chiarisse per quale motivo non abbia trasmesso al Ministero della Salute il Programma operativo triennale 2026-2028, uno strumento essenziale per garantire una corretta programmazione sanitaria e il riequilibrio dei conti regionali».
«Se Decaro ritiene che le Regioni non siano più nelle condizioni di garantire servizi sanitari efficienti, abbia il coraggio di dirlo chiaramente e di aprire un confronto istituzionale sul riparto delle competenze. Non si può rivendicare l'autonomia quando si tratta di esercitare il potere e invocare l'intervento dello Stato quando emergono le difficoltà», è la stoccata dell'europarlamentare di Fratelli d'Italia.
«La tutela della salute non può diventare terreno di uno scaricabarile tra istituzioni. Ai pugliesi servono risposte concrete, una programmazione efficiente e una gestione responsabile delle risorse pubbliche. Decaro dovrebbe innanzitutto spiegare quale giudizio esprima sull'operato delle amministrazioni regionali degli ultimi anni e quali soluzioni intenda mettere in campo per superarne le criticità», conclude Picaro.
Lo dichiara l'europarlamentare di Fratelli d'Italia-ECR, Michele Picaro, intervenendo sulle dichiarazioni di Antonio Decaro relative al sistema sanitario.
«Il Governo Meloni - spiega - ha incrementato i finanziamenti al Servizio sanitario nazionale, destinando ulteriori 2,38 miliardi di euro con la legge di Bilancio 2026. Un impegno che deve accompagnarsi a una gestione efficiente delle risorse da parte delle Regioni. Prima di chiedere nuovi fondi, infatti, sarebbe opportuno fare un bilancio di come siano stati impiegati quelli già disponibili. Basti pensare al caso dell'ospedale Covid alla Fiera del Levante di Bari costato circa 28 milioni di euro. Sarebbe inoltre opportuno che Decaro chiarisse per quale motivo non abbia trasmesso al Ministero della Salute il Programma operativo triennale 2026-2028, uno strumento essenziale per garantire una corretta programmazione sanitaria e il riequilibrio dei conti regionali».
«Se Decaro ritiene che le Regioni non siano più nelle condizioni di garantire servizi sanitari efficienti, abbia il coraggio di dirlo chiaramente e di aprire un confronto istituzionale sul riparto delle competenze. Non si può rivendicare l'autonomia quando si tratta di esercitare il potere e invocare l'intervento dello Stato quando emergono le difficoltà», è la stoccata dell'europarlamentare di Fratelli d'Italia.
«La tutela della salute non può diventare terreno di uno scaricabarile tra istituzioni. Ai pugliesi servono risposte concrete, una programmazione efficiente e una gestione responsabile delle risorse pubbliche. Decaro dovrebbe innanzitutto spiegare quale giudizio esprima sull'operato delle amministrazioni regionali degli ultimi anni e quali soluzioni intenda mettere in campo per superarne le criticità», conclude Picaro.