Omicidio Rafaschieri, nuovo sconto di pena al reo confesso Filippo Mineccia

Non ha impugnato la condanna di primo grado: riduzione di un sesto come previsto dalla riforma Cartabia

martedì 11 agosto 2026 21.52
A cura di Nicola Miccione
Ulteriore sconto di pena per il barese Filippo Mineccia, reo confesso dell'agguato mafioso del 24 settembre 2018 al tondo del quartiere Carbonara di Bari, in cui fu ucciso a colpi di pistola Walter Rafaschieri e ferito suo fratello Alessandro. Per Mineccia i giudici baresi hanno stabilito una condanna a 15 anni di reclusione.

In primo grado il 42enne, genero del capo clan di Japigia Eugenio Palermiti, era stato condannato a 20 anni di reclusione. Il coimputato Giovanni Palermiti, figlio del boss Eugenio, accusato di aver organizzato e eseguito il delitto, era stato condannato all'ergastolo. 9 anni e 4 mesi, invece, la condanna per Domenico Milella, diventato collaboratore di giustizia. Mineccia non aveva impugnato la sentenza, mentre Palermiti sì, chiedendo l'esclusione dell'aggravante della premeditazione.

I giudici dell'appello, accogliendo il motivo di ricorso, avevano poi ridotto le condanne ad entrambi, 20 anni per Palermiti e 18 per Mineccia. Sulla responsabilità, il giudizio è ormai irrevocabile da tempo, ma sulla quantificazione della pena inflitta a Mineccia, la Corte di Assise di Appello di Bari, dopo un primo rigetto ed una successiva pronuncia della Corte di Cassazione, ha accolto la richiesta della difesa, rappresentata dal legale Nicola Quaranta, dell'ulteriore riduzione di un sesto.

Un riduzione, quella invocata dalla difesa dell'imputato, prevista dalla riforma Cartabia, per non aver impugnato la sentenza di primo grado. La riforma ha previsto un ulteriore sconto di pena di un sesto (appunto di 1/6) per l'imputato condannato con il rito abbreviato che decide di non impugnare la sentenza di primo grado.