Omicidio Capriati, rito immediato per sicari e complici: 11 persone a processo

Per l’agguato saranno processati i due presunti esecutori materiali, il 47enne Luca Marinelli e il 30enne Nunzio Losacco

giovedì 16 luglio 2026 9.21
A cura di Nicola Miccione
La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per gli imputati coinvolti dell'indagine sul delitto di Raffaele Capriati, detto Lello ucciso il 1° aprile 2024 a Torre a Mare. Per l'agguato saranno processati i presunti esecutori materiali, il 47enne Luca Marinelli e il 30enne Nunzio Losacco.

Capriati, nipote del boss di Bari vecchia Tonino, fu ucciso con quattro colpi di pistola la sera di Pasquetta nell'ambito della storica faida con il clan Strisciuglio per il controllo dei traffici illeciti nella città di Bari. Il processo dinanzi alla Corte di Assise di Bari inizierà il prossimo 8 settembre. Nel procedimento sono coinvolte complessivamente 11 persone. Oltre ai presunti sicari del delitto, altri nove - tra cui i figli della vittima - rispondono di altri episodi di intimidazioni, armi e droga.

A Marinelli e altri due imputati, il 26enne Domenico Strisciuglio e il 24enne Francesco Menolascina, è contestato l'uso di cellulari all'interno del carcere di Bari. L'imputato Ivan Caruso, di 22 anni, è accusato di avere minacciato uno dei due figli di Capriati, Christian, alcuni giorni prima del delitto del padre all'interno di una discoteca di Bari, il Demetra del quartiere Picone. Con il fratello Angelo di 25 anni, Caruso risponde pure dell'ipotesi di reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

I figli di Capriati, Sabino e Christian di 25 e 21 anni, e il 30enne Onofrio Lorusso, sono accusati di aver tentato di uccidere esponenti del gruppo degli Strisciuglio. Altri quattro imputati, Strisciuglio, Losacco, il 27enne Alessandro Esposito e il 22enne Luciano Perinetti, infine, sono accusati della detenzione di armi e di droga.