«O capitano, o mio capitano» al Salvemini di Bari. Un tributo al prof. Capriati

Un ringraziamento allo storico docente da parte degli alunni, colleghi e personale scolastico

giovedì 4 giugno 2026 12.46
In una delle aule del liceo scientifico Salvemini di Bari è stata riproposta una delle scene più iconiche della storia del cinema. Gli studenti hanno reinterpretato il celebre "Oh capitano! Mio capitano!" de L'attimo fuggente per rendere omaggio al professor Gennaro Capriati, storico docente di Matematica e Fisica che concluderà il suo percorso lavorativo al termine di questo anno scolastico.

Una sorpresa commovente, organizzata con la complicità dei colleghi e del personale scolastico. Un tributo che gli studenti del Salvemini hanno voluto dedicare a Capriati, considerato da generazioni di alunni un punto di riferimento umano e professionale.

Nel video, rilanciato dalla scuola sui social network e diventato rapidamente virale, il professore sorride e si commuove davanti ai suoi studenti. La stessa emozione emerge dalle parole che ha voluto condividere sui social:

«Desidero ringraziare di cuore tutti gli studenti che oggi hanno reso speciale il primo giorno della mia ultima settimana di attività didattica accogliendo l'invito di mio figlio Gianmarco. Sicuramente l'emozione che mi ha preso non ha soddisfatto le vostre attese, ma, siatene certi, è stato un piacere immenso rivedere i vostri volti e particolarmente emozionante vedervi salire sui banchi e imitare la scena conclusiva del film "Dead Poets Society".
Ovviamente, ringrazio anche Gianmarco Capriati che, come uno strillone d'altri tempi, ha annunciato a quanti gli è stato possibile il mio imminente pensionamento e, da Parigi, dove si trova per un periodo di studio, ha ordito la trama di questa graditissima sorpresa.
Desidero inoltre ringraziare tutti coloro ai quali è capitato in sorte di avere me come insegnante di Matematica e Fisica. Li ringrazio per aver contribuito a mantenermi sveglio intellettualmente — le domande e le osservazioni degli studenti sono sempre stimolanti — ed eticamente, perché le loro istanze di rigore morale sono, forse, ancora più importanti.
Buona vita a tutti!»