Nuovi livelli assistenziali in Puglia, Picaro rintuzza Pagano

L'europarlamentare di Fratelli d'Italia: «Nessuno mette in discussione esperienze avviate in Puglia, ma Governo le trasforma in livelli essenziali di assistenza»

sabato 3 ottobre 2026
«Le dichiarazioni di Ubaldo Pagano sono un esercizio di memoria selettiva che non aiuta né i cittadini né il necessario confronto istituzionale sulla sanità».
Lo dichiara Michele Picaro, presidente provinciale di Fratelli d'Italia Bari e componente della Commissione per la sanità pubblica (SANT) del Parlamento europeo, intervenendo nel dibattito sui nuovi Livelli essenziali di assistenza e sugli screening neonatali.

«Nessuno mette in discussione alcune esperienze avviate in Puglia. Ma è fuorviante rivendicarle come se un'iniziativa regionale fosse sufficiente, da sola, a garantire un diritto. La differenza è sostanziale: il Governo, anche grazie al lavoro del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, sta trasformando quelle esperienze in livelli essenziali di assistenza e quindi in prestazioni garantite su tutto il territorio nazionale. Non più iniziative isolate, ma garanzie uniformi per tutti gli italiani, da Bolzano a Lampedusa, dopo quasi dieci anni di immobilismo».

«E, a differenza di quanto sostiene chi oggi polemizza, il Governo interviene mettendo anche le risorse: 200 milioni di euro annui per l'aggiornamento dei LEA, previsti dalle ultime leggi di bilancio. Le risorse, dunque, ci sono. La domanda è un'altra: la Puglia sarà in grado di spenderle efficacemente o assisteremo ai ritardi già registrati su altre partite, a partire dal PNRR?».

Picaro interviene anche sul Piano di rientro sanitario regionale: «Colpisce che Pagano sottolinei con orgoglio che la Puglia sia in Piano di rientro. Non è un merito da rivendicare, ma un vincolo da superare. Sarebbe invece utile ricordare che il Piano operativo 2026–2028 rappresenta un passaggio fondamentale per assicurare sostenibilità, programmazione e qualità dei servizi sanitari regionali».

La stessa Regione Puglia, in un comunicato dello scorso agosto, ha fatto riferimento alla necessità di completare la programmazione in vista dell'elaborazione definitiva del Piano operativo 2026–2028.

«È altrettanto singolare contestare chi sta lavorando per costruire diritti su scala nazionale dopo che il Governo è dovuto intervenire rispetto a leggi regionali pugliesi ritenute prive di adeguata copertura finanziaria o non coerenti con il quadro normativo nazionale. Le regole valgono per tutti, soprattutto quando in gioco c'è il diritto alla salute dei cittadini».

«Marcello Gemmato, da pugliese prima ancora che da sottosegretario, sta facendo esattamente ciò che serve: portare a sistema, finanziare e rendere universale ciò che funziona. È questa la differenza tra rivendicare un'esperienza territoriale e assumersi la responsabilità di trasformarla in un diritto garantito a tutti gli italiani», conclude Picaro.