Mafia e sale giochi a Bari, il Riesame conferma il carcere per 7 arrestati
Respinti i ricorsi delle difese nell'inchiesta della Guardia di Finanza. Al centro il presunto sistema che avrebbe favorito i clan Diomede e Mercante
mercoledì 5 agosto 2026
23.46
Il Tribunale del Riesame di Bari ha rigettato i ricorsi delle difese e confermato l'arresto in carcere a carico di 7 dei 20 arrestati il 13 luglio scorso in una inchiesta della Guardia di Finanza che ha individuato a Bari un gruppo che controllava numerose sale giochi e di videolottery, utilizzate per il riciclaggio di proventi illeciti.
Il gruppo si avvaleva della collaborazione di un commercialista, Sergio Petrosino. Restano quindi in carcere Adolfo Antonicelli, Alessandro De Biasi, e Petrosino, accusato di una associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso finalizzata al riciclaggio di denaro. Carcere confermato anche per Massimiliano Snidar (titolare coi fratelli Alessandro e Antonio di sale giochi ritenute coinvolte nelle attività illecite) accusato di concorso in riciclaggio aggravato dal metodo mafioso.
E ancora: Antonio Monno, Roberto Boccasile e Antonio Ripoli, questi ultimi tre accusati in relazione ad un'aggressione verso un co-detenuto nel carcere di Lecce che si vociferava stesse per collaborare con la giustizia. Nell'inchiesta sono complessivamente indagate 116 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e di violenza privata, aggravati dal metodo mafioso. Erano state eseguite in totale 23 misure cautelari, di cui 20 personali.
Secondo le accuse, il gruppo con a capo Snidar avrebbe pure gestito la compravendita di ticket vincenti per riciclare il danaro della mafia barese. I ticket vincenti venivano quindi intestati a soggetti appartenenti a vari clan locali, ma in realtà erano stati vinti da terzi giocatori che, in cambio di danaro, accettavo la cessione.
Il gruppo si avvaleva della collaborazione di un commercialista, Sergio Petrosino. Restano quindi in carcere Adolfo Antonicelli, Alessandro De Biasi, e Petrosino, accusato di una associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso finalizzata al riciclaggio di denaro. Carcere confermato anche per Massimiliano Snidar (titolare coi fratelli Alessandro e Antonio di sale giochi ritenute coinvolte nelle attività illecite) accusato di concorso in riciclaggio aggravato dal metodo mafioso.
E ancora: Antonio Monno, Roberto Boccasile e Antonio Ripoli, questi ultimi tre accusati in relazione ad un'aggressione verso un co-detenuto nel carcere di Lecce che si vociferava stesse per collaborare con la giustizia. Nell'inchiesta sono complessivamente indagate 116 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e di violenza privata, aggravati dal metodo mafioso. Erano state eseguite in totale 23 misure cautelari, di cui 20 personali.
Secondo le accuse, il gruppo con a capo Snidar avrebbe pure gestito la compravendita di ticket vincenti per riciclare il danaro della mafia barese. I ticket vincenti venivano quindi intestati a soggetti appartenenti a vari clan locali, ma in realtà erano stati vinti da terzi giocatori che, in cambio di danaro, accettavo la cessione.