La polizia postale in piazza per insegnare ai giovani i rischi del web

In largo Giannella il truck della campagna educativa itinerante "Una vita da social"

venerdì 25 marzo 2022 12.18
In Italia, 1 ragazzo su 3 ha un profilo fake sui social; 5 ragazzi su 6 controllano sempre chi mette like ai loro post e 1 minore su 2 è vittima di violenze ed il dato è in netta crescita per i giovanissimi.

Ancora una volta la polizia di Stato scende in campo al fianco dei ragazzi per un solo grande obiettivo: "fare in modo che il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie, non faccia più vittime".

L'obiettivo dell'iniziativa, infatti, è quello di prevenire episodi di violenza, vessazione, diffamazione, molestie online, attraverso un'opera di responsabilizzazione in merito all'uso della "parola". Gli studenti attraverso il diario di bordo https://www.facebook.com/unavitadasocial/ potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo.

Questa mattina il truck della campagna era presente in largo Giannella, e con i ragazzi hanno parlato gli esperti della polizia postale di Bari e il questore Giuseppe Bisogno.

LE STATISTICHE


Dalla ricerca di Skuola.net per "Una Vita da Social", però, emergono anche altri fattori interessanti che spesso i Millennials e la Gen Z tengono ben segreti. Emerge infatti che 1 ragazzo su 3, sul proprio social di riferimento, possiede un account falso.

Sono circa il 28% quelli che dichiarano di averne uno oltre a quello "ufficiale", mentre il 5% è presente ma solo con un fake. Perché questa identità anonima? Principalmente per

conoscere gente nuova senza esporsi troppo online (26%), oppure per controllare i propri amici senza che loro lo sappiano (21%) nonché per controllare tutti quelli da cui sono stati bloccati (20%). Non manca chi ricorre ai fake per controllare il proprio partner (10%) o chi cerca di sfuggire dal controllo dei propri genitori (il 4%).

Non manca tuttavia uno zoccolo duro, neanche così piccolo, che vive per i like. Per 1 su 3, infatti, un contenuto che genera poche interazioni ha un effetto negativo sull'umore. Mentre il 40%, più o meno sporadicamente, è disposto a cancellare un contenuto dalle scarse performance. Su una cosa, invece, i giovani sono in assoluto accordo: il controllo di chi commenta, condivide o clicca mi piace sui propri contenuti. Solo 1 su 6 dichiara di non farlo mai. Questo perché attraverso la guerra dei like si costruiscono amicizie e rapporti personali: solo il 56% è disposto a dare un giudizio positivo ad un contenuto postato da una persona che in genere non ricambia (il cosiddetto like4like). Mentre sono ancora meno (48%) quelli che non ricorrono mai al like tattico, ovvero ad una approvazione di un contenuto altrui col solo scopo di farsi notare.

LE DICHIARAZIONI


«Capire i ragazzi oggi non è sempre per gli adulti compito agevole, soprattutto quanto si tratta di comprenderne i bisogni, i modelli di riferimento, gli schemi cognitivi inerenti i diversi gruppi di riferimento che compongono il variegato universo giovanile – afferma il Dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Puglia Dott.ssa Ida Tammaccaro - Dai dati in nostro possesso e dagli incontri nelle scuole di ogni ordine e grado, si evince l'importanza delle attività di prevenzione che la Polizia Postale costantemente svolge, finalizzata alla diffusione della cultura della sicurezza in rete e della consapevolezza al rispetto dei comportamenti tenuti online. In questo contesto – conclude il Dirigente – si inserisce l'iniziativa di "Una vita da social", per un uso corretto e consapevole del web».